Donna muore all’ospedale, indagati due medici
La paziente aveva 86 anni ma le sue condizioni di salute sembravano buone Era stata ricoverata per una lombalgia. Stamani verrà effettuata l’autopsia
MASSA CARRARA. Aveva 86 anni e a metà luglio era finita all’ospedale per quella che sembrava una lombalgia acuta, un dolore che le impediva di camminare e che la faceva soffrire. Sembrava una cosa che si poteva superare, o almeno era quello che speravano i suoi familiari. Invece dopo qualche giorno la donna si è spenta: la causa del decesso la lesione di una vertebra che ha causato un blocco renale. I parenti hanno chiesto spiegazioni al primario del reparto e al suo vice, quelli con cui avevano parlato prima che la situazione precipitasse. E siccome la spiegazione non è andata giù (in pratica un decadimento fisico dovuto all’età della paziente) la figlia della donna ha deciso di presentare denuncia in procura. Facendo i nomi dei due camici bianchi, che sono stati iscritti nel registro degli indagati per poter fare l’incidente probatorio immediatamente. Questa mattina verrà eseguita l’autopsia per stabilire con certezza quali sono state le cause e nel caso valutare cosa può aver aggravato il quadro clinico della paziente, visto che quando è stata ricoverata aveva male alla schiena ma a quanto dicono i familiari stava bene. Ci saranno anche i periti di parte, oltre al medico legale incaricato dalla procura (esterno all’Asl apuana).
Uno dei medici è difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa e come il collega si difende spiegando che la paziente aveva altre patologie croniche. Il ricovero in ospedale, come avviene spesso con le persone anziane, non ha fatto altro che aggravarle, vuoi per le cure prestate per calmare i dolori dovuti alla lombalgia vuoi per il naturale decorso delle malattie. Per questo l’autopsia è indispensabile per chiarire se ci sono state delle inadempienze da parte dei camici bianchi oppure se effettivamente non c’era nulla da fare. Nonostante non sembrasse nulla di grave, la situazione era già compromessa. Le cartelle cliniche sono già state acquisite e verranno valutate dal perito che è stato incaricato dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono.
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