Meteo
Lucio Barani spiega la decisione di aderire al nuovo gruppo parlamentare:
Massa Carrara, il senatore: «Non siamo la destra del Pd»
AULLA. «Saremo come gli acidi Omega-3, quelli che combattono l’invecchiamento, per dire no all’Alzheimer della politica. Per due motivi abbiamo scelto di dare il nome di Ala al nostro gruppo: il primo è l’acronimo di Alleanza Liberalpopolare Autonomie, mentre l’altro è relativo ai famosi Omega-3, ossia l’acido a-linolenico».
Un Lucio Barani a tutta birra, all’indomani della presentazione del nuovo gruppo parlamentare, Ala, appunto, formato da una decina di senatori tra cui quel Denis Verdini di lunigianese provenienza, che mai, finora, aveva unito la strada con l’ex sindaco di Aulla e Villafranca.
«Non siamo assolutamente nella destra del Pd, come qualcuno ha già malignato - aggiunge il senatore di estrazione socialista che, da tempo, milita nel centrodestra nazionale - e neppure parenti lontani della minoranza dem, ma solo un gruppo di lavoro che, al momento, è formato solo da 10 senatori, ma che a settembre sarà di 15-18 unità. Per la verità, nella fase costituente di Ala, il nostro numero era di 22 unità, però poi qualcuno ha un po’ rallentato la marcia di avvicinamento. Ma non importa, si va avanti così, per ora».
Entrando nel dettaglio degli obiettivi di Ala, Barani rilancia: «Sgombriamo subito la strada alla questione Pd. Ribadisco che tale partito non ci interessa, a meno che non dicida, ad esempio, di far togliere l’Imu o altre tasse simili. Allora sì che voteremo assieme. Solo un caso limite, questo, ma che può far comprendere la nostra posizione che punta alle riforme. Sono disponibile, dato che mi ritengo un premio Nobel del socialismo craxiano, a dare il mio apporto».
E sulla unione di intenti con Denis Verdini, Barani così si esprime: «Assieme non abbiamo mai percorso strade politiche, almeno finora e questo mi sprona per il futuro: due personalità politiche diverse quanto simili, in quanto lui è di estrazione “repubblicana” per così dire mentre io, beh, lo sanno tutti».
Ma allora è proprio vero che volete, parole di Lucio Barani, ricostruire il sistema nervoso della politica?
«Indubbiamente sì. Ci sarà molto da fare, ma ciò non mi spaventa».
Il vulcanico “parlamentare del garofano” ha perciò estratto dal cilindro l’ennesimo coniglio bianco, a conferma della lunga militanza politica da lui condotta.
Lontani e vicini, sembrano, i giorni nei quali, in carica da sindaco, istituì la denominazione di “Aulla, Comune Dedipietrizzato”, o ancora, in anni nei quali neppure si parlava di prostituzione da strada, fece affiggere cartelli di divieto di sosta per le “lucciole”, il tutto in una zona, la Lunigiana, dove di “belle di notte” ve ne erano ben poche in circolazione. Per non dimenticare infine il tanto contestato monumento a Bettino Craxi, da Barani fortemente voluto. Fino ad arrivare al più recente cippo dedicato a Marco Pantani, sfortunato eroe del ciclismo.
Le chiamavano “baranate”, termine verso il quale, almeno apparentemente, l’ex sindaco non si è mai lamentato.
Fabrizio Palagi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
