Il Tirreno

Non vuole più sposarsi Rapito dai futuri suoceri

Regolamento di conti tra due famiglie rom: il giovane è stato caricato su un’auto e poi è cominciata una lunga fuga sulla A12. Forze dell’ordine allertate

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MASSA CARRARA. All’inizio la notizia che è arrivata alle forze dell’ordine apuane era allarmante: un bambino, probabilmente di etnia rom, era stato rapitato da un commando di persone che armate di spranghe e bastoni lo avevano strappato dalle mani dei suoi genitori. Poi con il passare dei minuti il quadro è cambiato anche se la gravità dell’episodio resta tale e quale: quello prelevato con la forza non era un bimbo ma un rgazzo, che secondo i testimoni che avevano assistito alla scena poteva avere dai diciassette ai venti anni. Motivo del rapimento? Da accertare, anche se i soliti testimoni hanno detto a polizia e carabinieri di aver sentito quelli che lo spingevano nel furgone che poi ha imboccato l’autostrada in direzione Livorno parole eloquenti: «Adesso te la devi sposare, altrimenti ti facciamo a pezzi».

Il commando ha rapito il giovane alle 14 un ventenne. I fatti si sono svolti nel comprensorio di Senato di Lerici. I sequestratori sono poi fuggiti a bordo di una Giulietta bianca, nuovo modello, sull'autostrada A12 in direzione Livorno. Ma nonostante la descrizione dettagliata del mezzo fino a sera inoltrata non erano stati ancora intercettati. Anche se la sensazione è che le forze dell’ordine volessero seguire da lontano gli spostamenti della vettura con a bordo il ragazzo per evitare di coinvolgere altri mezzi in un inseguimento che poteva mettere a rischio l’incolumità delle persone che transitavano su quel tratto di autostrada.

L’adolescente si trovava in nuna sorta di campeggio a ridosso della riviera. Stava con alcuni amici quando è stato invitato a uscire perché c’erano delle persone che dovevano parlargli. Lui, sempre secondo quanto raccontato da chi ha assistito alla scena, ha eseguito l’ordine e quando ha visto chi voleva parlare ha tentato di darsela a gambe. Ma non c’è riuscito, perché è stato preso con le maniere forti e caricato sulla Giulietta con la forza. Ha provato a urlare e a chiedere aiuto, ma non c’è stato verso di farsi sentire. A quanto pare le spranghe e i bastoni non sono stati utlizzati, servivano per mettere paura.

Le ricerche si sono concentrate in Lunigiana, ma non solo perché in un primo momento si era pensato che nla Giulietta avesse deviato lungo la A15 in direzione Parma. Invece poi i rilievi della stradale hanno consentito di appurare che la macchina stava sfrecciando verso sud. Ma come detto nessuno si è azzardato a bloccare il mezzo che viaggiava a forte velocità.

Mentre si seguiva la Giulietta, a Lerici gli inquirenti cercavano di capire perché l’adolescente era stato rapito e soprattutto in quel modo. La pista seguita - non l’unica, ma la principale - è il sequestro a scopo di matrimonio. Pare che il giovane fosse fidanzato con una ragazza di un’altra famiglia rom, ma al momento di convolare a nozze ha tentato di far perdere le sue tracce perché innamorato di un’altra fanciulla. Sgarbo non digerito dai genitori e dai fratelli della tradita. Ma neppure dai parenti dell’aspirante sposino. Da qui la decisione di rapirlo, forse per dargli una lezione. Per questo le forze dell’ordine stanno cercando di trovarlo prima che sia troppo tardi. Anche se finora nessuno ha fornito degli elementi utili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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