Il presidio
Condannato l’ex fidanzato della pornostar
Secondo il giudice ha concorso all’aggressione della rivale in amore: sei mesi (pena sospesa)
MASSA. L’ha attirata nella trappola, con una telefonata, per farla incontrare con la ex porno star Jessica Galleni, in arte Jessica Gayle, e darle una lezione. Concorso in aggressione: così la pensa il giudice Giovanni Sgambati, che ieri pomeriggio ha letto la sentenza di condanna per Marco Fialdini, l’uomo conteso tra l’attrice e la giovane picchiata a sangue in un parcheggio di Marina di Massa, ormai tre anni fa, per questioni di cuore.
Il pubblico ministero Alessandro Rapelli aveva chiesto tre anni, il giudice ha accordato una pena molto più mite, sei mesi di reclusione per Fialdini (pena sospesa) e il risarcimento delle spese legali (3400 euro). La tesi dell’accusa, però, è stata accolta: il pm ha parlato di “resa dei conti” e di “accordo” tra i due ex amanti, contro la giovane innamorata. «Fialdini l’ha attirata nella trappola, un luogo buio - dice il pubblico ministero- alle due di notte; le ha nascosto la presenza della Galleni, insieme hanno creato l’effetto sorpresa e poi ha assistito al pestaggio senza intervenire».
«Lui stava lì, in piedi, a braccia conserte, a guardare il pestaggio; le ha lanciato dei fazzoletti mentre era a terra in un lago di sangue e le ha detto, te le sei meritate, ora sta’ zitta e torna a casa»: rincara Matteo D’Amico, avvocato della ragazza pestata che si è costituita parte civile. Il legale ha riletto alcune parti degli interrogatori di due testimoni chiave, che nel corso delle udienze avevano ripercorso la notte dell’aggressione.
La difesa di Fialdini, che preparerà l’appello, parla di una sentenza scricchiolante: «Nessuno - sottolinea - è stato in grado di provare veramente che Fialdini e la Galleni fossero d’accordo. Fialdini non poteva sapere che la ragazza sarebbe stata picchiata; è stato proprio lui a fornirle le prime cure, come ha dichiarato anche la stessa vittima. I due, inoltre, dopo l’aggressione hanno continuato a frequentarsi, proprio perché la ragazza non lo considerava responsabile della sua aggressione».
A nulla sono servite le dichiarazioni spontanee che Marco Fialdini aveva deciso di rendere al giudice ieri mattina, prima della discussione. L’uomo ha descritto il suo rapporto con la ragazza vittima del pestaggio, «superficiale, di solo sesso», a tratti ossessivo da parte della donna nei suoi confronti e pieno di gelosie per la Galleni e di offese anche contro la sua famiglia e la figlia. «Più volte le ho chiesto di spiegarmi perché ce l’avesse tanto con una donna che per me rimaneva una amica; anche quella sera litigammo per colpa della Galleni; io la chiamai, è vero, ma per rispondere ai suoi numerosi messaggi e le dissi che mi trovavo al pub Regina di Cuori».
Fialdini ha negato di aver architettato il tutto con la Galleni e sostiene di essersi allontanato dopo la discussione con la fidanzata e di essere ritornato indietro soltanto dopo averla sentita urlare: «Ho provato a fermare la Galleni, ma era una furia. Il tutto sarà durato pochi secondi. Poi quando è scappata ho soccorso la donna picchiata e mi sono accertato che la portassero in pronto soccorso. Sono addolorato per quello che è accaduto, ma non me ne sento responsabile”.
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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