Il Tirreno

Nca, salta la trattativa al tavolo regionale

di Cinzia Chiappini
Nca, salta la trattativa al tavolo regionale

E spunta l’ipotesi mobilità per 20 dei 40 dipendenti fuori dalla produzione. I sindacati: dobbiamo tornare al Ministero

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CARRARA. “Salta” il tavolo di trattativa regionale sulla vertenza Nca. I sindacati rispediscono al mittente le “aperture” fatte venerdì scorso dalla proprietà. E intanto per il 2017 spunta l’ipotesi mobilità per almeno 20 dei 40 dipendenti rimasti fuori dalla produzione. La vicenda adesso potrebbe tornare al ministero dello Sviluppo

Fumata nera anzi nerissima, quindi, al tavolo istituito dalla Regione Toscana per la vertenza Nca. Ieri mattina i sindacati hanno risposto picche agli spiragli aperti venerdì scorso dalla proprietà e illustrati dai rappresentanti degli enti locali.

Le proposte sono state giudicate dai sindacati «insufficienti» a proseguire il confronto: «Non ci sono né il rispetto né l’affidabilità per interloquire» ha commentato durissimo Paolo Gozzani, segretario provinciale della Camera del Lavoro, esprimendo la posizione unitaria dei confederali e dei sindacati di categoria. Cgil, Cisl e Uil, insieme alle sigle dei metalmeccanici, hanno chiesto di riportare la trattativa in sede governativa, sollecitando il ministero dello Sviluppo a convocare la proprietà di Nca per mettere nero su bianco il mancato rispetto dell’accordo di programma. «Solo dopo - hanno detto le parti sociali - si potrà tornare a un confronto allargato».

Ma per capire i motivi di una reazione così dura bisogna tornare ai contenuti del faccia a faccia tra istituzioni e azienda di venerdì scorso. Ieri mattina proprio mentre a Firenze andava in scena il tavolo istituzionale, Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara) ha riferito alla commissione Attività Produttive del comune di Carrara, i dettagli delle proposte avanzate quattro giorni fa dai dirigenti di Nca nel corso del faccia a faccia a cui il consigliere comunale ha partecipato insieme al sindaco Zubbani. In quell’occasione la proprietà avrebbe dato rassicurazioni sui carichi di lavoro, annunciando commesse fino a tutto il 2018 e nuove assunzioni. Le «notizie più rassicuranti di quel che avevamo» di cui aveva parlato anche il primo cittadino, senza sbottonarsi troppo sui contenuti della riunione.

Non solo: il gruppo di Giovanni Costantino avrebbe già messo sotto contratto 35 nuovi dipendenti, tutti nel settore tecnico. Questa la “buona nuova” emersa dall’incontro, insieme al “superamento” degli impegni sugli investimenti - 15 milioni di euro in meno di 3 anni a fronte degli 8 previsti dall’accordo di programma - e all’incremento del fatturato che nel 2016 dovrebbe raggiungere i 110 milioni di euro. Per quanto riguarda la gestione dei 40 dipendenti ancora esclusi dall’attività produttiva e relegati in un capannone di Technomar, a Massa, la proprietà aveva dato invece notizie decisamente meno rassicuranti. Secondo il resoconto di Giromella, la proprietà avrebbe annunciato l’intenzione di metterli tutti in mobilità dal 1 gennaio 2017. L’avvio della mobilità coinciderebbe con l’uscita definitiva di Invitalia dall’assetto societario di Nca: il partner pubblico, in base all’accordo di programma, resterà in funzione di garante solo fino al dicembre del 2016. Da quel momento potrebbero scattare - secondo le intenzioni dell’azienda - le procedure di mobilità per quei 40 dipendenti che, sempre secondo quanto emerso dall’incontro di venerdì scorso, avrebbero conseguito voti gravemente insufficienti (3 punti su un massimo di 10) ai corsi di formazione organizzati “in proprio” dalla stessa Nca e contestati dai sindacati in quanto sprovvisti di un avvallo “super partes” da istituzioni o soggetti accreditati.

Nel corso della trattativa di venerdì scorso, poi, le istituzioni avrebbero convinto la proprietà a dimezzare il numero degli “esuberi”, ipotizzando di ricollocare i 20 dipendenti comunque destinati alla mobilità attraverso il piano di reindustrializzazione della provincia apuana lanciato dalla Regione Toscana.

«Gli impegni occupazionali sanciti al Ministero dello Sviluppo riguardavano 105 dipendenti ed erano a tempo indeterminato» hanno ribattuto i sindacati, segnalando che l’annuncio della mobilità segna una “violazione”, l’ennesima, dell’accordo di programma sottoscritto ormai quasi 3 anni fa. Anche per questo i sindacati, con il sostegno dei rappresentanti di Comune di Carrara, Provincia e Regione, hanno chiesto la riapertura del tavolo al ministero dello Sviluppo.

Di tutto questo si tornerà a parlare domani, in consiglio comunale, per la seduta straordinaria dedicata alla vertenza Nca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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