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Scuola a Fivizzano, lista civica all’attacco

FIVIZZANO. «Fivizzano chiude le porte all’istruzione». È un titolo emblematico quello scelto dalla lista civica “Cambiamo Adesso” per una nota stampa dedicata alla situazione scolastica fivizzanese....

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FIVIZZANO. «Fivizzano chiude le porte all’istruzione». È un titolo emblematico quello scelto dalla lista civica “Cambiamo Adesso” per una nota stampa dedicata alla situazione scolastica fivizzanese.

«Un’altra grossa amarezza sta per deprimere il già fragile sistema dell’istruzione pubblica - scrive la lista civica - le speranze riposte nella prossima riapertura del corso serale “Servizi Socio Sanitari” sembrano svanire pian piano».

Lo scorso maggio - spiega “Cambiamo Adesso” - 24 persone hanno chiesto l’iscrizione al serale per l’anno scolastico 2015/16, «ma voci attendibili - si legge nella nota - parlano di una probabile esclusione del corso serale fivizzanese dalle classi di fatto per il prossimo settembre. Il motivo ufficioso - prosegue la lista civica - è che mancherebbero le risorse per l’organico dei docenti da assegnare alla nuova classe».

Secco quindi il commento: «Questa giustificazione è sorprendente dato il numero piuttosto rilevante di iscritti per un corso di questo tipo: occorre, infatti, sottolineare che gli altri corsi serali in provincia vedranno nascere le nuove prime con numeri inferiori di iscritti. Quello della prossima classe “Servizi Socio Sanitari” sarebbe stato l’unico serale in tutta la Lunigiana, a 6 anni dall’attivazione di una analoga classe, sempre del tipo professionale “Servizi Socio Sanitari” e del corso “Operatore Elettrico/Tecnico delle Industrie Elettriche”, a Pontremoli, qualche anno prima».

E così chiude la nota della lista civica “Cambiamo Adesso”: «Anche in questo caso la sensibilità nei confronti delle esigenze delle zone periferiche della provincia si è rivelata sconfortantemente deficitaria.

Si è chiesta l’attivazione di una classe di tipo serale per le esigenze degli adulti che non sono ancora in possesso di un diploma d’istruzione secondaria superiore. Perché la scuola non viene seriamente presa in considerazione come un servizio alla popolazione? Dopo terremoto, alluvioni e ponti che crollano, vento che distrugge palazzetti siamo condannati a subire una amministrazione della cosa pubblica così settaria e sorda?».

Marco Landini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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