Il presidio
Via libera alle nuotate davanti alla colonia Motta
Massa, le analisi effettuate durante il ripascimento confermano che le acque sono in perfetta salute
MASSA. Nessuna paura: concedersi delle belle nuotate davanti all’ex colonia Ettore Motta si può. E chi se le è concesse nei giorni scorsi, dorma sonno tranquilli. I risultati delle analisi effettuate da Arpat confermano che la qualità dell’acqua in quel tratto è idonea alla balneazione. E lo era anche durante le operazioni di ripascimento, qualche notte fa.
È stato proprio il ripascimento ad allarmare bagnanti e ambientalisti. Per tre giorni, dalle 22 alle 5 del mattino, i camion hanno fatto la spola tra la foce del Frigido e lo specchio d’acqua antistante la ex colonia Motta. Alla foce i bisonti della strada raccoglievano tonnellate di sabbia che riversavano ad un paio di chilometri di distanza, nello stabilimento balneare in concessione alla Turimar e nell’adiacente spiaggia libera. La sabbia era quella dragata dalla fiume qualche mese fa, per rimuovere “il tappo” che, in caso di piena, avrebbe impedito al corso d’acqua di sfociare in mare. I bagnanti, arrivati il mattino in cerca di relax e tintarella, hanno contestato l’operazione di ripascimento, autorizzata dalla Provincia (competente in materia di arenile). Hanno criticato la scelta di portare sabbia dove c’erano ciottoli e hanno rilevato la presenza di materiale ferroso tra i granelli di sabbia arrivati dal Frigido.
E, per tagliare la testa al toro, hanno coinvolto Capitaneria di porto e Arpat. L’agenzia regionale per la protezione ambientale ha effettuato i prelievi e ieri mattina ha reso pubblici i risultati: l’acqua - anche nei giorni del ripascimento - aveva tutti i requisiti per la balneabilità. Nessun problema, quindi, solo - forse- un colore un po’ più scuro proprio per la movimentazione della sabbia.
Sulla questione ciottoli, sono già intervenuti, nei giorni scorsi, i tecnici comunali spiegando che l’arenile di fronte alla ex Motta non è ciottoloso per conformazione naturale, ma per effetto dell’erosione: il mare si è portato via la più leggera sabbia, ma non ce l’ha fatta con i più pesanti sassi.
Il dato più importante è che l’acqua nella zona non ha subìto alcuna alterazione. Il divieto c’è stato, per scelta dell’amministrazione, ma è stato solo ed unicamente un divieto tecnico imposto per i lavori in corso. Nulla a che vedere con gli Escherichia coli che tanti problemi creano a Partaccia. In ogni caso, giovedì mattina il ripascimento si è concluso: spiaggia e mare a completa disposizione dei bagnanti.
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