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Il procuratore contro Massa Picta: a Villa Massoni estremo degrado
Il capo della procura striglia l’associazione che aveva parlato di sequestro per tre bombole vuote e un terrazzo rotto. E anche Italia Nostra attacca
MASSA. “Macché tre bombole vuote e un terrazzino rotto. Lo stato di estremo degrado in cui versa Villa Massoni è stato confermato da un gip e da un tribunale terzi rispetto alla procura”. Il procuratore capo Aldo Giubilaro striglia Massa Picta, che definisce “non meglio nota associazione” che nei giorni scorsi aveva contestato il sequestro della Villa chiesto e ottenuto dalla procura.
Con un contrattacco inedito (non è frequente che la procura replichi pubblicamente alle critiche che appaiono sui media), Giubilaro mette diversi puntini sulle i. Riportiamo la nota della Procura della Repubblica e firmata da Giubilaro: «Con riferimento ad articoli apparsi sulla stampa, secondo i quali certa associazione Massa Pcta avrebbe fatto sapere di essere preoccupata per le iniziative della Procura nei confronti della proprietà della villa (La Rocca di Massa): preoccupazione derivante dal discindere - dette iniziative - da sopralluogo che, a quanto si legge in rete, ha individuato come elementi di pericolo tre bombole vuote di gas ad uso domestico ed un terrazzino rotto, la procura della Repubblica di Massa ferma la libertà di critica che è valore di rilievo costituzionale, rende noto che l'iniziativa nei confronti della villa (Id Est, il sequestro), poggia su sopralluoghi e relazioni dei Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale di Firenze, della soprintendenza Belle Arti e paesaggio di Lucca e dei Vigili del Fuoco di Massa Carrara.
Sopralluoghi che hanno evidenziato anche con documentazione fotografica e riprese video lo stato di estremo degrado, di grave abbandono e forse irrimediabile ammaloramento in cui versa il complesso». La procura richiama poi l'attenzione sul fatto che «la fondatezza dell'iniziativa è stata confermata, con la concessione della misura del sequestro, dal giudice per le indagini preliminari presso il locale tribunale (che è magistrato diverso dal pubblico ministero) ed ulteriormente confermata dal tribunale per il riesame (composto da tre magistrati a loro volta diversi dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari), rileva pertanto che non risponde al vero ed è del tutto privo di fondamento che l'iniziativa abbia preso spunto dai dati di fatto (le tre bombole di gas ed un terrazzino rotto) tirati in ballo con molta approssimazione, con intollerabile superficialità e nessuna conoscenza degli atti del procedimento dalla non meglio nota associazione Massa Picta».
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Anche Italia Nostra replica con durezza a Massa Picta: «È bene che si sappia che il sopralluogo a lungo negato alla Soprintendenza, che ne aveva tutto il diritto in quanto bene sottoposto a vincolo, è stato reso possibile solo grazie alla magistratura. Il risultato uno stato della villa in condizioni che dir pietose è un eufemismo: foto e filmati di Soprintendenza e Carabinieri sono lì a dimostrarlo. Quanto alla preoccupazione che "a Massa mai si è vista simile mobilitazione per altri casi", ci chiediamo perchè le così attente Associazioni massesi non abbiano promosso raccolte firme per gli palazzo Ducale, castello Malaspina, Cuncia, Bourdillon, tutti beni ampiamente e dettagliatamente da noi a più riprese e segnalati a chi di dovere. E poi la preoccupazione di un "clamore esagerato, mai a Massa si è vista una simile mobilitazione di forze" Clamore ? Ma è grazie alla denuncia di Italia Nostra se la proprietà mostra i primi segnali positivi : la ripuliture del parco e le prime proposte concrete».
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