Il Tirreno

Carrara, dodici anni all’uomo che uccise Paolo Armenise

Condannato dal Tribunale di Milano il venticinquenne marocchino che aveva forzato il posto di blocco

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CARRARA. Dodici anni di carcere per aver travolto e ucciso l’architetto Paolo Armenise. Questa la sentenza del Tribunale di Milano che ha parzialmente accolto la richiesta del pubblico ministero nel processo che si è svolto con rito abbreviato.

Il pm aveva chiesto infatti la condanna a 15 anni per il cittadino nordafricano, nome impronunciabile, detto Il Cavallino, venticinquenne, che nel giugno del 2014 investì e uccise Armenise sulla tangenziale milanese. L’uomo era alla guida di un’auto che era fuggita all’alt di un posto di blocco dei carabinieri e che a velocità folle, si è parlato di 170 km l’ora, si era immessa sulla tangenziale milanese andando a speronare la jeep con a bordo Paolo Armenise. Uno scontro violentissimo con il giovane architetto, 48 anni, morto sul colpo. Una vita spezzata a pochi giorni dall’apertura di Marble weeks , manifestazione di cui Paolo era sto sempre un motore insieme alla collega Silvia Nerbi.

Armenise si trovava a Milano perchè li aveva lo studio principale della sua attività professionale.

Nel processo si erano costituiti parte civile i familiari della vittima assistiti dagli avvocati Daniela Benedino del Foro di Ivrea, Luca Pietrini del foro di Massa Carrara.

Condannato il nordafricano che si era dato subito alla fuga con altri compagni di avventura. Le indagini hanno portato all’identificazione dell’uomo che guidava ma anche dei due passeggeri. Anche loro arrestati ma per droga. Era per questo motivo che l’auto ha forzato il posto di blocco.Le indagini successive hanno portato infatti anche al sequestro di 50 chili di eroina pura del valore di un milione di euro. Una banda ben fornita e introdotta nel mercato secondo gli inquirenti. Per la morte di Armenise ha pagato però solo il guidatore: dodici anni di carcere.

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