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Mercato del martedì, sì al trasloco in città ma solo nel 2017
Le categorie incontrano (separatamente) il sindaco e chiedono di fermare tutto in attesa della Bolkestein
MASSA. Il concetto è chiaro ed esemplificabile: lasci la tua casa che ti piace tanto per sistemarti in un’altra. È dura, ma accetti la cosa. Passano un paio d’anni - anche qualcosa meno - e devi accettare che la tua vita cambia ancora. Gli ambulanti si sentono così, come quella famiglia costretta a due rivoluzioni nel giro di 24 mesi.
La prima rivoluzione è il trasloco da viale Roma al centro storico, la seconda - forse di portata ancora più grande - la riassegnazione delle concessioni, imposta dall’Europa, con la direttiva Bolkestein per il 2017.
L’idea degli operatori. Eccoli allora gli ambulanti, sedersi viso a viso con il sindaco, e chiedere che si fermino i giochi: non spostiamoci il 4 agosto, rimaniamo piuttosto in viale Roma e - questa la proposta - sfruttiamo il 2016 per definire un progetto condiviso. Tutti intorno ad un tavolo - amministrazione e categorie - per disegnare una distribuzione «equa e ragionevole» del mercato in centro ed inaugurare il 2017 con un mercato nuovo veramente. La proposta è formalizzata dagli ambulanti, ieri pomeriggio, durante l’incontro con il primo cittadino e con Gabriele Carioli, assessore con delega alle attività produttive.
Nel 2017, infatti, si gioca una partita importante che al Comune consentirà anche di ridefinire (probabilmente al ribasso) il numero di concessioni, gli ambulanti chiedono quindi di fermare le bocce: «La giunta vuole che si torni a Massa? - l’analisi è di Pierpaolo Pucci, presidente di Anva Confesercenti - facciamolo, ma davvero non ora. In estate, con una crisi già pesante, a due anni dalla rivoluzione Bolkestein. Siamo già ad alto rischio - sintetizza - in viale Roma, figuriamoci in centro. Concediamoci uno stop e sfruttiamo i mesi che ci separano dal 2017 per un confronto e un progetto condiviso».
Le posizioni delle categorie. Sia chiaro: la richiesta di una pausa fino al 2017 non coincide con la disponibilità a traslocare in centro. È invece il segnale di un’apertura - spiegano - al dialogo in attesa che il contesto normativo sia più chiaro. Apertura che segue quella dell’amministrazione: il sindaco ha, appunto, riaperto la partita, valutato un posticipo del trasloco, rimesso al lavori i tecnici. I banchi nelle periferiche via Cavour e Angelini - questa la contro proposta del Comune - sono stati collocati ora a monte di piazza Aranci. Soluzione che, comunque, non convince. Le ragioni del “no” alle vie storiche, gli ambulanti le hanno ribadite più volte e lo fanno ancora, seppure in un quadro generale di divisione e contestazioni. Ebbene sì, perché chi ogni mattina parte all’alba, percorre chilometri, tenta di sbarcare il lunario sotto sole o pioggia non riesce a fare fronte comune. Lo conferma la richiesta di Confesercenti e Confcommercio di incontrare il sindaco separatamente. A complicare le cose c’è la graduatoria: perché se il mercato si trasferirà in centro prima del 2017, i posti saranno assegnati, appunto, in base alla graduatoria. Chi occupa le prime posizioni - chiariscono gli operatori - potrà assicurasi la collocazione migliore. Chiaro che quegli ambulanti siano meno accaniti. E non è finita: una posizione diversa ce l’hanno pure gli spuntisti. Loro una concessione assegnata non ce l’hanno, aspettano ogni martedì che manchi qualche titolare per prendere il loro posto. Scenario davvero complesso.
Le ragioni del no. In ogni caso il “no” al trasloco è ribadito anche nell’incontro di ieri. Roberto Cattaneo, presidente di Fiva Confcommercio, punta il dito su graduatorie realizzate con parametri errati», sull’incapacità «di frenare il fenomeno dell’abusivismo». E aggiunge un elemento ad arricchire le contestazioni al trasloco in centro: «Nel nuovo mercato a tutti gli operatori sono concessi 7 metri di spazio, ma molti, con investimenti importanti, hanno ampliato le loro attività». Che fa quindi - per tirare le somme - chi ha un camion da 10 metri costato una fortuna?
Gli operatori riconoscono che l’amministrazione un passo avanti l’ha fatto, adesso sperano nella marcia indietro e in un posticipo di qualsiasi decisione al 2017 quando saranno riassegnate le concessioni con durata di dodici anni.
La decisione del sindaco Volpi - che la disponibilità al dialogo l’ha ribadita anche pubblicamente - ancora non c’è, ma il 4 agosto è dietro l’angolo ed è plausibile pensare che per quella data il mercato nelle piazze e nelle vie circostanti del centro storico ancora non ci sarà.
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