Il Tirreno

«La Ztl fa fuggire i clienti» Via Guidoni non ci sta

di Chiara Sillicani
«La Ztl fa fuggire i clienti» Via Guidoni non ci sta

I commercianti parlano di negozi vuoti e cali di fatturato anche del 50% Ma i problemi della zona sono anche il degrado e le transenne a Palazzo rosso

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La sintesi la fa Silvana Pescaglini che, tra giocattoli e giornali, in via Guidoni c’è da decenni: «Siamo sopravvissuti alla chiusura delle piazze per i lavori, abbiamo subìto un bello scossone quando il mercato è stato spostato dal centro, ma siamo rimasti in piedi. Questa botta, però, proprio non possiamo reggerla». E con “questa botta” si riferisce alla zona a traffico limitato, entrata in vigore il 1° luglio. Perché - è l’argomentazione di tutti i commercianti della strada - se si chiude una via è indispensabile creare le condizioni perché in quella via qualcuno ci vada. E in via Guidoni - assicurano - non si vede più un’anima. Certo, la gente arriva, ma la sera e il target non è certo quello dell’acquirente. Senza dimenticare che via Guidoni non se la passa troppo bene: le fanno compagnia, da mesi, le transenne. Gli intonaci di Palazzo Ducale sono ko e ogni tanto qualche calcinaccio finisce a terra, così, a tutela dei passanti, la Provincia ha appunto transennato. Strada più stretta e un’innegabile immagine di degrado.

Graziano Borzoni è il titolare della panetteria Ducale. Si è già messo al tavolo e ha fatto due conti: il suo fatturato è alle prese con un bel meno 35%. «Lo vedo dal pane invenduto, sono davvero preoccupato. Del resto la strada è chiusa al traffico» e chi deve comprare pagnotta e pizzette non ci sta a posteggiare lontano e a farsi una bella camminata.

Pietro Baldini, orafo artigiano, garantisce che le perdite sfiorano il 50%: «Gli ultimi due giorni - confida - la porta del mio negozio non si è aperta. Non vengono più neppure i rappresentanti di pietre e oro». Questioni che all’attenzione del sindaco sono già state portate: «Ci siamo incontrati - spiega Baldini - con Narciso Buffoni, presidente della Provincia e con il primo cittadino per chiedere che si trovi una soluzione alternativa alle transenne. In quella sede abbiamo spiegato i nostri dubbi sulla ztl e ci è stato detto di attendere che si concluda il “rodaggio”. Ma le tasse, quelle mica aspettano».

Carla Iob è la titolare della storica agenzia Touristcoop. Ammette che l’effetto ztl è pesantissimo perché «in via Guidoni non viene nessuno, trovare un posto auto è complicato e il cliente taglia la testa al toro e va altrove». A prenotare viaggi o a comprare le medicine: Riccardo Ramacciotti, titolare della farmacia, ha visto calare i clienti del 50%. I commercianti non chiedono una strada aperta giorno e notte, ma propongono di tornare al 30 giugno quando la chiusura scattava la sera: mattina e primo pomeriggio - per spiegare la loro argomentazione - non ci sono eventi o manifestazioni che richiedano la chiusura, quindi lasciamo entrare le auto. Soluzione che sono pronti ad allegare ad un esposto che protocolleranno a breve, perché il loro è uno scenario preoccupante: quello di una via dove si abbassano le serrande per non rialzarsi più. «Sono in trattativa per uno spazio alternativo - ammette Silvana Pescaglini - martedì avrò la risposta. Dopo 40 anni, pensiamo di andarcene. E non sono l’unica a valutare l’ipotesi di trasferimento. Le vie si chiudono dopo aver garantito servizi e rivitalizzato la città». Perché città vivace - spiegano in via Guidoni - non significa movida la sera e deserto durante il giorno. Effetti collaterali della zona a traffico limitato che significano, però, posti di lavoro a rischio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera