Il Tirreno

sindacati all’attacco dopo il sopralluogo di consolo e ferri

«Aprire la sezione B del carcere è una forzatura»

«Aprire la sezione B del carcere è una forzatura»

MASSA. La decisione del Comune di aprire la sezione B del carcere cittadino è una «scellerataggine» per chi tutela i diritti della polizia penitenziaria. Lo affermano otto soggetti sindacali...

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MASSA. La decisione del Comune di aprire la sezione B del carcere cittadino è una «scellerataggine» per chi tutela i diritti della polizia penitenziaria. Lo affermano otto soggetti sindacali firmatari di un comunicato stampa, fortemente critico nei confronti dell’amministrazione Volpi. Sappe, Osapp, Uil, Sinappe, Ugl, Cnapp, Cgil e la Rsu del comparto ministeri: sono le sigle in calce alla nota, che ricorda come la costruzione della sezione abbia comportato – a seguito dell’inchiesta giudiziaria “Do ut des” meglio conosciuta come Appaltopoli – diverse condanne penali «per inadempienze nei lavori, accertate nei vari sopralluoghi da diversi e competenti tecnici».

Ma di sopralluogo ce n’è stato un altro, recente: quello del capo del dipartimento Santi Consolo e del sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri. Per gli otto firmatari si è trattato di un “blitz” teso a «forzare l’apertura della sezione B». Una visita che secondo loro si è rivelata «sconfortante e allo stesso tempo arrogante, poiché non si è voluto tener conto che la sezione necessita ancora di interventi strutturali indispensabili per mettere in sicurezza il reparto e per garantire l’incolumità delle persone condannate e quella dei lavoratori. È gravissimo – prosegue il comunicato - che i vertici dell’amministrazione e i rappresentanti del governo impongano, motu proprio, l’apertura della sezione solo perché è trascorso molto tempo dall’inizio dei lavori e perché sono stati utilizzati soldi pubblici. (...) Come mai nessuno ha controllato, durante l’esecuzione dei lavori?». Gli otto soggetti sindacali parlano di criticità accertate da tecnici specializzati e da un organo tecnico dell’amministrazione, denominato Visag. «Temiamo che aprire quel padiglione senza uomini né mezzi significhi fare le classiche nozze con i fichi secchi...».

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