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Storia di Rahwa la piccola eritrea guarita grazie all’Opa
Una vicenda di cuore: la bambina affetta da cardiopatia operata ad Asmara e poi a Massa. Una specie di “miracolo”
MASSA. Tocca il cuore la storia – non la prima e neanche, lo sappiamo l’’ultima – di ordinaria eccezionalità che arriva dall’Opa, l’ospedale del cuore, appunto. È la storia di Rahwa, una bambina eritrea di due anni, salvata dai cardiochirurghi della Monasterio grazie alla loro professionalità ma anche, va aggiunto, alla loro generosità.
Tutto ha inizio nel novembre 2013 quando all'ospedale di Asmara viene alla luce Rahwa. Sin dalle prime ore dopo il parto i medici si rendono conto che la bambina soffre di una grave cardiopatia. Il destino vuole che proprio in quei giorni l’èquipe di cardiochirurgia dell’Opa guidata dal dottor Bruno Murzi sia lì, ad Asmara, impegnato in una missione di cooperazione internazionale. La cardiologa dell'Ospedale del Cuore Nadia Assanta visita la piccola Rahwa e non ha dubbi: il caso è grave, molto grave e l'intervento chirurgico è l’unica possibilità di sopravvivenza per la bambina.
Rahwa viene dunque operata ma le cose non sono completamente risolte. Nei 18 mesi successivi la bimba viene tenuta sotto osservazione durante le visite periodiche che l'equipe medica dell'Ospedale del Cuore compie in Eritrea per il programma di prevenzione. Rahwa cresce di età ma il suo cuoricino pompa ancora con difficoltà. Si rende necessario un nuovo intervento più radicale da affrontare con tecnologie e attrezzature chirurgiche più sofisticate sconosciute in Africa ma presenti in Italia. A questo punto per il viaggio in Italia intervengono altre complicazioni di natura burocratica, amministrativa, logistica, linguistica.
Per il trasferimento e l'operazione in Italia si mobilitano in molti: la nostra ambasciata, la Croce Rossa Italiana, la Fondazione Flying Angels, l'Associazione Un Cuore Un Mondo ed avviene il miracolo. La forza di tanti cuori vince ogni ostacolo.
L'8 giugno scorso, infine, Rahwa giunge a Massa, accompagnata dalla mamma. Per la prima volta entrambe sono salite su un aereo ed hanno compiuto un viaggio di migliaia di chilometri, loro che non si sono mai allontanate dal loro villaggio. Un viaggio della speranza ottenuto anche vincendo contro la burocrazia. Ad accoglierle con affetto e sollecitudine le volontarie ed alcune donne eritree che vivono da tempo nel nostro paese e che rendono più facile, calda e fluida la comunicazione.
Rahwa viene sottoposta ad un nuovo intervento risolutivo che la guarisce completamente. Ora potrà tornare nel suo paese e vivere la sua vita con gioia e serenità, proprio come tutti gli altri bambini.
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