Il Tirreno

Assindustria: dialogo sì ma verso accordi aziendali

Assindustria: dialogo sì ma verso accordi aziendali

Sulla vertenza per l’integrativo del marmo il mondo imprenditoria replica a sindacati e sindaco: «Rischio di mandare in crisi laboratori già provati»

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CARRARA. L’associazione industriali tende una mano alle organizzazioni sindacali per tornare a dialogare dopo che i sindacati hanno rotto la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo del marmo. Ma le posizioni appaiono ancora distanti, visto che Fillea, Feneal e Filca vogliono parlare di un contratto collettivo, mentre Assindustria insiste per accordi aziendali. I sindacati dicono che il settore lapideo sta andando bene per cui chiedono maggiorazioni economiche, ma Assindustria afferma che non va così bene per tutte le imprese.

E interviene con una nuova presa di posizione a tre giorni dallo sciopero provinciale indetto dai sindacati per lunedì prossimo, con tanto di manifestazione; e dopo l’intervento del sindaco (« il marmo continua a "tirare" mentre i benefici per la comunità diminuiscono») e la sua richiesta al mondo imprenditoriale di tenere conto delle relazioni e di dare «un segnale di attenzione che possa alleviare i disagi di chi ha meno e pure contribuisce alla produzione di ricchezza in una maniera essenziale».

Ora Assindustria prende la parola: «Conosciamo e condividiamo il momento storico di difficoltà e anche noi auspichiamo un cambiamento nel clima delle relazioni tra i diversi attori: Comune, lavoratori, imprese e collettività. In questa prospettiva è fondamentale riprendere a dialogare sforzandoci tutti di comprendere le ragioni degli altri». «Come industriali, quindi, non solo siamo disponibili, ma ci auguriamo di riprendere al più presto un vero confronto a 360 gradi, e qui vorremmo che fosse riconosciuto anche il ruolo delle aziende locali: queste non devono essere viste come un "nemico da combattere", ma come un partner con cui costruire un cammino collettivo, fatto di equilibri e di collaborazione. Il marmo è il mondo di tutti noi e riteniamo che le imprese del territorio abbiano fatto e stiano facendo sforzi per elevarne brand ed immagine: investimenti, promozione, agenti costantemente in viaggio, commercianti validi e capaci, questo è lo sforzo quotidiano che le imprese del marmo attuano con grande dispendio fisico ed economico. Se le aziende hanno ottenuto dei risultati è il frutto del lavoro nel tempo e di una meticolosa attività, svolta in maniera responsabile. Ed è proprio perché agiamo con responsabilità che non possiamo non tenere conto della situazione di mercato, contemperando sia le aziende più grandi, sia quelle artigianali o del cosiddetto "conto terzi": queste ultime sono costrette a lottare con la concorrenza contrattuale di altre province (per fare un esempio numerico, nella nostra provincia gli stipendi sono superiori del 20-25% circa, rispetto ad altre realtà del Norditalia)».

Perciò secondo Assindustria no si possono equiparare aziende con importanti bilanci produttivi (in grado di far fronte anche a sacrifici economici), con altre di dimensione minore, sicuramente più deboli. In questo modo, si correrebbe solo il rischio di mandare in crisi i laboratori già provati dall'attuale condizione di mercato. Alcune delle aziende più solide hanno già concesso integrazioni salariali di concerto con i propri lavoratori e siamo disponibili a tentare un percorso che contempli una retribuzione puntuale e proporzionale a seconda delle caratteristiche di ogni singola azienda».

E' anche per discutere di queste proposte che auspica «un cambio nei toni del confronto pubblico tra i protagonisti del settore». Assindustria auspica la filiera, «ma ci devono essere condizioni propizie che non dettiamo noi, l'amministrazione comunale o i sindacati, ma il mercato. Dobbiamo fare insieme tutto ciò che serve per rianimare le aziende di trasformazione del lapideo e tutta la filiera; se ci riusciremo, sarà un successo per l'intero comprensorio».

« Non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle richieste di sostegno alla popolazione anche durante gli ultimi eventi calamitosi, promuovendo aiuti concreti proprio "a chi ha meno". Per tutto questo auspichiamo la ripresa del dialogo e di un confronto costruttivo e pacato, strumenti basilari per ripristinare insieme un clima più disteso. Nell'interesse di tutti». (c.car.)

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