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Passerella in rovina isola l’agriturismo creato da pensionato
Il crollo della struttura causato dalla piena del Civasola taglia la Via Francigena e costringe i pellegrini a deviare
PONTREMOLI. «Ma l’amministrazione comunale ci crede davvero nel potenziale turistico che può rappresentare la Via Francigena per questo territorio? Perché è inutile partecipare ed organizzare numerosi convegni e iniziative se poi sul piano pratico non si interviene per risolvere i problemi che riguardano il percorso e permettere quindi agli operatori che stanno sul territorio di poter cogliere concretamente questa occasione di sviluppo».
Un duro “j’accuse” quello che viene da Marco Leonardi, ex pensionato, come ama definirsi, che da qualche anno, ha aperto una struttura ricettiva “L’eremo gioioso” nel piccolo borgo di Previdè. Un bed & breakfast che, nelle sue intenzioni, doveva rappresentare un importante punto d’appoggio per chi, transitando lungo la Francigena, aveva appena varcato il Passo della Cisa e si accingeva a raggiungere il centro di Pontremoli per continuare il proprio pellegrinaggio sulle orme tracciate dal vescovo Sigerico oltre mille anni fa. E così Leonardi aveva deciso di recuperare dallo stato di abbandono in cui versava uno degli edifici più antichi (e “malridotti” confessa con un sorriso) del borgo. Un lavoro di restauro lungo e complesso che ha visto nell’attività di recupero impiegati esclusivamente materiali naturali, quanto più possibile locali e con tecniche tradizionali (come il tetto in piagne), con l’intento di realizzare una struttura con un basso impatto sull’ambiente e puntando su un menu a km zero con la riscoperta del cibo della tradizione e quanto più possibile salutare.
Sembrerebbe quindi un quadro idilliaco, ma in questo caso il sembrare non è essere «perchè senza la Via Francigena, l’Eremo Gioioso non ha alcuna possibilità di sopravvivenza, ed oggi la via Francigena attraversa Previdè solo virtualmente» sostiene Leonardi.
A mettere i proverbiali bastoni ci si è messo dapprima il maltempo e poi, secondo il titolare della struttura, la mancanza di risposte concrete da parte della politica. Infatti, a causa delle alluvioni dello scorso dicembre, è stata gravemente lesionata la passerella (costata 30mila euro e realizzata nel 2013) che permetteva di attraversare il torrente Civasola e di continuare il cammino sulla Francigena. E così i pellegrini vengono deviati su un percorso che, privo del fascino di quello tradizionale, nulla ha a che vedere con la Francigena e per di più li costringe a convivere con il normale traffico automobilistico su strade provinciali e statali. Ma non solo infatti Leonardi lamenta anche come una guida tra le più diffuse, tradotta anche per il mercato anglosassone, non indica di transitare lungo il percorso ufficiale della Francigena, attraversando alcuni borghi fra cui appunto Previdè, ma un altro coincidente, per un lungo tratto, con la Provinciale 42 e poi con la Statale 62.
Un danno d’immagine ma anche economico: «Una situazione penalizzante e paralizzante – sottolinea Leonardi - avevo infatti in animo di proseguire con l’investimento con la realizzazione di una struttura di rimessaggio con officina per riparazioni di emergenza, dedicata a chi vuole percorrere la Via Francigena in bicicletta. Inoltre stavo predisponendo uno spazio attrezzato, in grado di ospitare eventi atti a valorizzare questo storico percorso ma in queste condizioni non è possibile procedere. Se non ci saranno risposte a breve – conclude Leonardi - non riuscirò a realizzare un sogno e magari proverò a ritentare la sfida in un ambiente più favorevole». (r.s.)
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