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Spunta l’ipotesi “pallone” al posto del palazzetto dello sport

Spunta l’ipotesi “pallone” al posto del palazzetto dello sport

Il sindaco Grassi attende il nulla osta dalla magistratura per ricostruire l’impianto distrutto dal vento ma l’ipotesi alternativa costerebbe dai 50 ai 100mila euro, una cifra pesante per le casse comunali

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FIVIZZANO. Si fa sempre più complicata e spinosa la situazione che riguarda il ripristino del Palazzetto dello sport a Fivizzano, semidistrutto dalla tempesta di vento dello scorso marzo che ha flagellato sia la Lunigiana che la costa.

Un vero e proprio limbo burocratico che impedisce di fare passi avanti, cristallizzati su posizioni contrapposte, con da una parte il Comune che fa delle richieste ben precise, mentre dall'altra parte la magistratura che risponde picche, non scendendo a compromessi, rimanendo ferma nelle sue decisioni.

Sostanzialmente non è ancora pervenuto il nulla osta della magistratura per il dissequestro del bene immobile, bloccando di fatto la progettazione. Ora di fronte a questo nuovo ostacolo sono due le strade percorribili: attendere il via libera della magistratura, oppure virare su una struttura provvisoria, probabilmente il classico “pallone”, che avrebbe un costo previsto tra i 50 e i 100mila euro.

Quest’ultima però per l’amministrazione rimane solamente un’ipotesi ed è altamente impercorribile dato che richiederebbe uno sforzo economico che al momento non è pensabile e che inciderebbe in maniera pesante sulle casse comunali.

«Stiamo allestendo il progetto – conferma il primo cittadino, Paolo Grassi – ma senza l’autorizzazione all’accesso per i nostri tecnici è difficile effettuare una stima corretta dei danni, con il progetto che non può proseguire senza una corretta assimilazione dei dati».

Senza un preventivo di spesa e un progetto completamente aderente alle reali esigenze e i conseguenti respingimenti da parte della magistratura per l’accesso al sito, prenderebbe davvero corpo, se proseguissero tali lungaggini burocratiche, la possibilità di creare una palestra ad interim per ospitare le attività ludiche degli studenti che in precedenza utilizzavano lo stabile.

Lo stesso sindaco però rifugge con forza questa idea «Abbiamo l’obbligo – spiega Grassi - di evitare assolutamente di andare a creare una struttura provvisoria. I danni che sono stati arrecati al Palazzetto non sono di così grave entità, si tratta solamente di ripristinare i muri che si sviluppano sul lato ovest dell’edificio, con un consolidamento di questi. Nulla di più. La scadenza del cantiere deve coincidere con Settembre, mese in cui ricominciano le lezioni. La situazione attualmente è in stallo ma continueremo a cercare un dialogo con la magistratura per ottenere i permessi che ci consentano di arrivare in fondo a questa vicenda».

Questa struttura s’ha da fare, o meglio da rifare, anche perché la palestra provinciale è chiusa anch’essa per inagibilità, e se non si rimettesse in attività lo stabile danneggiato gli studenti si ritroverebbero in difficoltà, non possedendo un luogo dove le loro attività ginniche.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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