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«Non ho aggredito il magistrato»
Mattia Ricci, 21 anni, dice la sua sull’episodio avvenuto in Tribunale
MASSA. «Non ho insultato nè tantomeno tentato di aggredire il pubblico ministero Rossella Soffio. Piuttosto sono stato io aggredito da un agente in aula di tribunale tanto da dover ricorrere alla cure del pronto soccorso».
Mattia Ricci, 21 anni, dice la sua su quanto è accaduto nella mattinata del 19 giugno in Tribunale a Massa. Lui era lì, insieme ad altri dieci ragazzi, per rispondere davanti al Gup Antonia Aracri del coinvolgimento nella rissa, ormai famosa, di piazzetta De André al Cinquale nell’ottobre del 2013.
«Lo dico francamente: sono entrato in aula con la convinzione, per dire la certezza, che sarei stato prosciolto perché di quel fatto non sono stato protagonista. Ed invece alla fine, le assoluzioni per tre ragazzi ci sono state ma non per me. E' vero, per me alla fine una condanna leggera, una multa da 200 euro ma comunque una condanna a mio avviso ingiusta».
E allora? Perchè gli insulti al pm Soffio dopo la sentenza?
«Non ho insultato nessuno. Ero ovviamente deluso e amareggiato per la condanna e mi è venuto di dire al pm Soffio, e l'ho fatto a debita distanza, quella che per me era una considerazione e non certo un insulto. Ho detto: ma lei crede di essere Dio, per determinare i destini delle persone?. Uno sfogo per l'amarezza di una condanna».
Però lei ha alzato la voce e ha tentato di avvicinarsi al magistrato...
«Non è andata così. Dopo aver detto quella frase nemmeno un secondo dopo mi sono sentito afferrare e stringere per il collo da un agente di polizia. E lì è nato un parapiglia. Ma non volevo aggredire nessuno, anzi sono stati aggredito come ho dichiarato anche al pronto soccorso dove in serata sono stato visitato (prognosi di tre giorni) per graffi al collo e un dolore alla cervicale.In ogni caso quello che è accaduto in quell'aula è stato visto da avvocati e dal giudice Aracri. Confido che alla fine l'episodio venga inquadrato nella giusta maniera».
Sull’episodio, ritenuto «grave» dal procuratore capo Aldo Giubilare, la Procura ha inviato gli atti al tribunale di Torino competente a procedere visto che coinvolge un magistrato di Massa. Anche la famiglia Ricci ha mosso i propri passi a tutela del figlio.
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