Meteo
Ingiunzioni per un milione solo due casi rateizzati
MASSA CARRARA. L’attività dell’Ispettorato del lavoro da gennaio a maggio di quest’anno ha portato a 50 ordinanze-ingiunzioni a imprese controllate nella provincia, per un totale di 1.106.348,40 euro....
MASSA CARRARA. L’attività dell’Ispettorato del lavoro da gennaio a maggio di quest’anno ha portato a 50 ordinanze-ingiunzioni a imprese controllate nella provincia, per un totale di 1.106.348,40 euro. Si tratta di sanzioni elevate a seguito dell’accertamento di situazioni di irregolarità all’interno delle aziende (lavoro nero, assunzioni, contributi ecc.). Le ordinanze arrivano a seguito dei verbali: questi fanno scattare la multe, che, se non vengono pagate, salgono di importo nella procedura successiva, che è quella delle ordinanze-ingiunzioni.
Rispetto alle 50 ordinanze (di cui 5 archiviate, il 10%, per insufficienza di dati probatori o perché la sanzioni da verbale erano state pagate delle ditte ma non comunicate per tempo), sono stati riscossi 29.734,45 euro, e ne sono state reteizzate solo due per complessivi 5.658 euro. Perché solo due?
La direttrice dell’Ispettorato, Annamaria Venezia, spiega che in effetti in questo territorio c’è scarsa conoscenza della possibilità di rateizzare le sanzioni: in pratica chi riceve il primo verbale, e (data anche la crisi economica territoriale) dichiara all’Ispettorato di non essere in grado di pagare, può chiedere in fase di succcessiva ingiunzione, di rateizzare l’importo; ciò viene consentito partendo dall’importo del verbale e non dalla maggiorazione legata all’ordinanza. Ma pochi finora hanno utilizzato questa possibilità (che non esiste nella fase dei verbali). «Il nostro obiettivo – ha spiegato la dottoressa Venezia – non è certo quello di far chiudere le aziende, ma di fare in modo che si mettano in regola, che venga ripristinata la situazione di concorrenza leale fra aziende. Insomma riportare il tutto alle condizioni di legalità».
Le due richieste di rateizzo pervenute all’Ispettorato riguardano il settore commercio. Un’altra è stata respinta per mancanza del requisito della “condizione economica disagiata” ex art. 26 L. 689/91.
L’importo delle rate è stato di 235,21 euro.
Ci sono anche gli irriducibili, coloro che proprio non pagano le multe neppure dopo l’ordinanza. Così le pratiche vengono iscritte a ruolo, cioè finiscono sul tavolo di Equitalia: le ordinanze disattese nel 2014 sono finite a ruolo per 1.622.501, 620 euro.(c.car.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
