Meteo
Razzia in capannoni e uffici Le aziende ora si difendono
MASSA. Raffica di furti nella zona industriale apuana. Sono decine, solo nelle ultime settimane, i furti a danno delle aziende apuane. Rame, materiale elettronico come pc, tablet e cellulari, denaro...
MASSA. Raffica di furti nella zona industriale apuana. Sono decine, solo nelle ultime settimane, i furti a danno delle aziende apuane. Rame, materiale elettronico come pc, tablet e cellulari, denaro anche in monetine, gasolio e talvolta anche semilavorati il bottino fin a qui preferito da parte di bandi di ladri e malviventi che sfruttano l'anonimato offerto dalla notte e gli scarsi controlli nell'area artigianale per intrufolarsi nei capannoni e fare razzia di tutto quello che potrebbe avere un valore sul mercato. Dopo gli atti vandalici ed i furti dello scorso settembre nell'area artigianale dell'ex Filanda, ad Aulla, l'attenzione dei ladri pare essersi spostata nel cuore economico della costa: la zona industriale apuana dove operano centinaia di aziende per lo più artigiane.
Lo rivela Cna che ha raccolto numerosissime segnalazioni da parte degli imprenditori preoccupati per l'escalation di furti e furtarelli che li hanno colpiti nell'ultimo periodo come denunciato anche dai media locali. Ad essere visitate negli scorsi giorni sono state le aziende Car Bench, Red Graniti, Uninim e Iglom.
Secondo un sondaggio della principale associazione degli artigiani (info su www.cna-ms.it) condotto tra un campione di 100 aziende associate, 1 su 3 ha subito un furto negli ultimi tre anni mentre più della metà (55%) è preoccupata dall'aumento esponenziale di effrazione a danni delle imprese e quasi l'80% chiede maggiori controlli e misure di contrasto per tutelare le attività e le persone. «Ogni furto ha probabilmente una matrice diversa, si va dal furto delle canale di rame all'effrazione per rubare soldi in contanti nelle macchinette o nelle cassette fino a furti più mirati come nei caso dei semina lavorati in alluminio», spiega Paolo Bedini, presidente provinciale Cna. E aggiunge: «Questo sta a significare che l'area è finita nel mirino di tipologie diverse di ladri o gruppi. Il nodo della questione è ora trovare misure adeguate per stroncare questa tendenza». Per Cna una soluzione immediata e abbordabile economicamente è rappresentata dalla creazione di un circuito di videosorveglianza agli accessi dei comparti. Anche se non l'unica. «La notte l'accesso alle aree deve essere chiuso e limitato, nelle fasce orarie notturne, soltanto agli imprenditori o addetti ai lavori. Questo è - prosegue Bedini - un altro elemento su cui è possibile lavorare da subito». Al danno economico per il furto spesso si accompagna il danno provocato dall'effrazione di porte e portoni. Cna invita alla aziende a segnalare all'associazione eventuali furti e danni subiti: «Chiederemo aiuto al prefetto», conclude Bedini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google