Il Tirreno

I ricami da Caterina de’ Medici agli anni 30

Mostra speciale all’abbazia di San Caprasio dedicata all’arte del merletto tramandata nei tempi

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AULLA. Oggi e domani il “Centro delle occasioni” propone la seconda edizione di “Aulla ricama”, questa volta nella splendida cornice dell’abbazia di San Caprasio, dove è possibile incontrare le straordinarie testimonianze di arte, di fede e di ospitalità di un’abbazia benedettina medievale. Dalle 10 di stamani, ora prevista per l'inaugurazione, i visitatori troveranno, infatti, una mostra dove tradizione e innovazione si sono unite per accontentare il pubblico tipico, esigente e competente nelle tecniche del ricamo e merletto, ma anche per attrarre un pubblico ampio più giovane ed attento alla moda e al cucito creativo. Sono stati, inoltre, privilegiati alcuni punti antichi quali il ricamo “Matildico”, che nasce negli anni Trenta del Novecento all’interno dell’istituto psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia. È una tecnica di ricamo rievocativa del periodo storico matildico, i cui disegni prendono spunto dalle decorazioni ornamentali scolpite sui ruderi del castello di Canossa e nelle architetture di chiese e palazzi della Canusia.

Secondo ricamo tramandatoci dall’antichità è il “Caterina de’ Medici”. Di certo, sappiamo che divulgatrice e amante straordinaria di questo punto fu proprio “Caterina de’ Medici”. È un ricamo dai motivi originali con particolati raffinati ed eleganti che donano alla casa distinzione e raffinatezza. In ultimo il “punto Parma”, che riportava sul tessuto esclusivamente i motivi ornamentali del duomo e del battistero di Parma e si ispirava alle armoniche forme di Benedetto Antelami. Il “punto Parma” deve le sue origini al patronato dei lavori femminili fondato nel 1922 da un comitato di nobili signore, le quali riuscirono a tradurre in ricamo i bassorilievi romanici di Parma e la forza tridimensionale della pietra scolpita.

Il gruppo “Aulla ricama” si riunisce settimanalmente, ormai da molti anni, presso il “Centro delle occasioni” per trovare assieme un luogo di convivialità e di svago, all’insegna dell’artisticità più vera e sentita. Si propone lo scopo di mantenere e recuperare la tradizione e la cultura attraverso la ricchezza di lavori manuali che tonificano lo spirito e sviluppano il senso creativo di ognuna di noi. (g.u.)

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