Il Tirreno

I ladri all’attacco della zona industriale

I ladri all’attacco della zona industriale

Razzia a Red Graniti, Iglom, Car Bench e Unimin: uffici distrutti, muro crollato, cellulari rubati ed escrementi in giardino

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MASSA. Decidono che non vale la pena perdere tempo negli spostamenti: meglio scegliere una strada e batterla a tappeto. Nessuno escluso. E la strada scelta, la notte tra giovedì e venerdì, è via Dorsale.

Cinque o sei ore per passare al setaccio e razziare quattro aziende. Così ieri mattina la famiglia Conti, che si prepara a inaugurare nel pomeriggio una mostra con i fiocchi, a palazzo Cucchiari, a Carrara, si sveglia con la sede di Red Graniti completamente a soqquadro. E se mal comune è mezzo gaudio, la famiglia Conti condivide le pene con Emilio Ricci, titolare della Iglom, impresa di trasformazione di olii lubrificanti; con i titolari di Car Bench, azienda che produce ponti per le carrozzerie. Stessa sorte per la vicina Unimin, impresa di materiali refrattari.

Quattro colpi, uffici distrutti, officine a soqquadro, escrementi nei giardini. Ma un magro bottino: le cassaforti - assicurano gli imprenditori - sono ancora chiuse, nonostante i ladri ad aprirle ci abbiano provato eccome.

Alla Unimin entrano negli uffici, distruggono un monitor, rubano i cellulari aziendali nuovi. Ancora dentro le scatole. Poi escono e usano il giardino come toilette. Passano, quindi, alla fase due: la Iglom. Per raggiungerla devono scavalcare un muro, lo fanno con tanta irruenza da farlo crollare. Alla Iglom non riescono a mettere a segno il colpo, ma si concedono la libertà di mettere a soqquadro gli uffici, poi puntano alla vicina Red Graniti, della famiglia Conti. La metodologia è la stessa: confusione dovunque, danni, ricerca della cassaforte e disperato tentativo di aprila. Senza riuscirci, però. I titolari sono ora alle prese con “l’inventario” di tutto ciò che manca per capire se sia stato rubato qualche oggetto di valore.

La fase quattro è quella che prevede lo spostamento, seppure minimo: da lato mare i ladri muovono verso monti. È l’incursione alla Car Bench. Sfondano la porta a vetri dell’ingresso, infieriscono sul front-office, distruggono una seconda porta di legno e salgono le scale verso gli uffici. Cercano oggetti da portarsi via, buttano all’aria ogni cosa, poi parte la caccia alla cassaforte. La trovano e tentano di tagliarla. Qualcosa, però, impedisce loro di finire il lavoro. Poi, prima di andarsene, fanno anche un salto in officina, non danneggiano le attrezzature, ma ieri mattina chi entra si ritrova di fronte ad un caos totale e ad un’infinità di tubi a terra. A pochi chilometri di distanza, a Marina di Carrara, una scena simile si presenta, ieri mattina, a chi apre il circolo dei pensionati in via Maestri del Marmo: lì i ladri si portano via 11.000 euro, i soldi delle gite. Forse gli esperti del furto - non è escluso - sono scappati da via Dorsale, magari perchè qualcosa li ha disturbati, e si sono spostati poco distante. E lì il colpo lo hanno messo a segno davvero.

Chiara Sillicani

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