Il Tirreno

Zubbani: gesto vigliacco nato da un clima di odio

Zubbani: gesto vigliacco nato da un clima di odio

«Sto bene, ma la ferita la porto dentro: doveva essere una festa con i bambini Un atto che non appartiene al Dna di Carrara, la democrazia saprà reagire»

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CARRARA. Non si è tirato indietro nemmeno questa volta, Angelo Zubbani: ci “ha messo la faccia” (stavolta anche in senso letterale) come avvenne la drammatica mattina dell’8 novembre scorso, tre giorni dopo l’alluvione, quando affrontò una folla inferocita che lo aspettava sotto il municipio (c’era anche chi innalzava un cappio) e da cui furono lanciati lacrimogeni. Così, dopo l’aggressione subita ieri, e dopo qualche impacco con ghiaccio, Zubbani ha voluto tenere condurre la cerimonia per la consegna della Bandiera Blu. E solo dopo è andato al pronto soccorso di Carrara per farsi curare la ferita provocata dall’aggressore.

Zubbani, col volto tumefatto, ha voluto seguire il copione previsto e ha portato a termine il cerimoniale dell’alzabandiera, se pur con la voce più rotta del solito che tradiva la tensione del momento. Per tutto il tempo, prima e dopo la festa, il primo cittadino ha provato a tenere i riflettori puntati sulla Bandiera Blu, su quello che significa per la nostra città e sui bambini, protagonisti mancati della mattinata. «Sto bene, sto bene è un episodio sgradevole che non ha assolutamente rovinato la manifestazione», ha dichiarato Zubbani poco prima di salire sull’auto della Polizia Municipale che lo ha accompagnato al Pronto Soccorso. «Siamo stati contenti, abbiamo ricevuto un bell’abbraccio da questi piccoli che sono la speranza e il futuro di questa città: hanno lavorato e si sono impegnati, è questa la cosa importante», ha aggiunto. Quanto all’aggressione, avvenuta proprio davanti agli occhi di alcuni studenti, Zubbani è stato telegrafico: «È un episodio sul quale ritorneremo: al momento la città si deve godere questo prestigioso risultato».

Più tardi, tuttavia, al momento dell’uscita dall’ospedale – dove è stato sottoposto anche a una visita oculistica perchè il colpo lo ha raggiunto anche a un occhio – ha detto altro: «È stato un atto vile, che non appartiene al sentimento e al dna di questa città che saprà reagire in modo democratico».

«La ferita più grande la porto dentro nel senso che ho subito un gesto vigliacco vissuto in modo assurdo, realizzato in un contesto di festa dove gli invitati principali erano i nostri bambini, sia delle primarie delle scuole pubbliche che dell'istituto figlie di Gesù».

Ma non si tratta di un episodio isolato, staccato dal contesto, ma di un qualcosa che deve preoccupare, ha aggiunto ancora il sindaco.

«Si è trattato di un gesto che nasce sicuramente dall'odio seminato in questi mesi e alimentato continuamente a ogni occasione. Quello di questa mattina è proprio l'episodio più sgradevole perchè proprio vile, e che non appartiene al sentimento e al dna di questa città. Carrara saprà reagire in maniera democratica anche a questo episodio. Non tanto a difesa del sottoscritto, ma a difesa delle istituzioni democratiche che sono state violate e calpestate in questi mesi, in maniera del tutto inaccettabile».

In serata infine il sindaco Zubbani ha fatto pervenire ai giornali una lettera aperta alla ncittà che pubblichiamo in alto a sinistra.

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