Morto ad Aulla don Sergio Rosaia cappellano degli Alpini apuani
Un attacco cardiaco ha stroncato ieri mattina l’ex parroco di Casola da tempo in servizio ad Avenza Era originario della frazione aullese di Verpiana. La tumulazione a Olivola
AULLA. Se ne è andato in punta di piedi, nello stesso modo con cui ha vissuto 69 anni pieni di esperienze di varia umanità, pur ricoprendo ruoli di punta e sempre dedicati al prossimo.
Don Sergio Rosaia, lunigianese di origine, attorno alle 9, stroncato da un micidiale attacco cardiaco. Vana la corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Carrara. La pur forte fibra del sacerdote non ha retto.
Don Sergio, nativo di Verpiana, frazione aullese sul confine con il territorio di Fivizzano, era da circa cinque anni vice parroco della chiesa di San Pietro, ad Avenza, dopo aver prestato servizio ecclesiastico a Casola e Soliera.
Era diventato sacerdote dopo aver svolto funzioni di diacono in varie zone della Lunigiana e quindi aveva indossato l’abito talare in età non più giovanissima, ma comunque sufficiente a imprimergli a forti tinte l’ardore originato dalla vocazione.
Ma don Sergio aveva seguito altre strade parallele per svolgere il suo ruolo e allo stesso tempo, stare a contatto con una grande realtà come quella degli Alpini: infatti era cappellano della sezione Alpi Apuane delle Penne Nere a cui era legatissimo.
«Non perdeva neppure un raduno - dice Piergiorgio Belloni, ex sindaco di Casola nonchè pilastro della sezione Alpi Apuane - bastava dirgli che eravamo in partenza e lui, subito, si organizzava per unirsi agli Alpini, indossando l’inseparabile berretto con la penna con il quale orgogliosamente sfilava i parata ai raduni nazionali e a quelli minori. Mi ricordo del grande e recente raduno nazionale di Torino, dove don Rosaia marciò fieramente in testa alla delegazione della sezione Alpi Apuane. Io e don Rosaia avevamo un grande progetto che, purtroppo, per lui resterà incompiuto: quello di recarci in auto sulle rive del Don, in Ucraina, dove il nostro caro cappellano voleva officiare Messa in suffragio ai soldati italiani caduti lassù nella seconda guerra mondiale».
Di lui il ricordo di don Marino Navalesi, lunigianese anch’egli, attualmente parroco ad Avenza: «Persona squisita e sempre dedita agli altri. Agli impegni di vice parroco aveva aggiunto quelli di cappellano al Centro Don Gnocchi di Marina di Massa. Una morte improvvisa che lascia un grande vuoto».
Il vescovo, monsignor Giuseppe Santucci, ricevuta la triste notizia, ha preferito non rilasciare dichiarazioni: «Lo farò al momento adatto, ossia durante i funerali».
Don Sergio Rosaia aveva una sorella che, con la famiglia, risiede in Lunigiana.
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