Il Tirreno

Il neo provveditore punta il dito contro le istituzioni assenti

Il neo provveditore punta il dito contro le istituzioni assenti

«Le abbiamo invitate all’incontro ma non sono venute» Sulle aule: la priorità è togliere i ragazzi dai container

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MASSA. Ad aprire la strada a Donatella Buonriposi, provveditore agli studi per la nostra provincia e per quella di Lucca, ci pensa il professor Mirco Diamanti.

I giovani della Consulta presentano, al liceo Fermi, i risultati di un questionario somministrato a studenti delle classe prime e quarte. Per capire meglio la scuola: punti di forza e di debolezza. A quell’incontro il professor Diamanti- che della Consulta è referente - ha invitato la Provincia. Ma al Fermi da Palazzo Ducale non si fa vedere nessuno: «Questa è la sensibilità del territorio nei confronti della scuola. Ho inviato mail, chiesto conferme telefoniche, ma nulla di nulla».

Un’assenza quella delle istituzioni che Donatella Buonriposi nota e sottolinea: «Alla presentazione dei dati elaborati dalla Consulta, abbiamo invitato la Provincia e il centro dell’impiego come referente per il mondo del lavoro, ma nessuno è venuto. Ammetto che questo mi dispiace». Il provveditore di scuole e di territori ne ha visti parecchi: ha fotografato realtà diverse. E se ammette che la situazione generale è difficile, si lascia sfuggire un confronto - non da poco - tra la realtà apuana e quella lucchese (è provveditore delle due province): «Devo dire che tra la Garfagnana e la Lunigiana c’è una differenza notevole. In Garfagnana hanno demolito le scuole per riedificarle da zero, ad Aulla ci sono ragazzi che studiano nei container. Non dimentichiamo che la scuola è il motore, se non si investe nell’istruzione, il territorio non sarà in grado di ripartire. Faticherà».

Poi l’obbiettivo inquadra una porzione più ampia del sistema scuola: «Il problema vero non è l’Invalsi (i test di valutazione a scelta multipla ndr), se c’è da farlo, facciamolo. E sia chiaro: non deve spaventarci la valutazione, valutare è un normale processo che fa parte della stessa interazione. Qui, oggi, mentre i ragazzi presentano dati e questionario, ci valutiamo reciprocamente. Del resto - e va al sodo - le riforme di ogni Ministro si traducono nella riproposizione delle precedenti con l’aggiunta di pezzettini. I problemi della scuola - e qui il provveditore si affida alla concretezza ed entra nel vivo - sono i dirigenti scolastici che mancano e gli istituti affidati alle reggenze». Sono un alberghiero che rischia di perdere il suo convitto, aule che se la passano male, ragazzi costretti a fare lezione nei container.

Così alla domanda “Se domani da Roma le arrivassero 10 milioni, che farebbe?”, Donatella Buonriposi non può non pensare ad Aulla, a chi studia dentro una scuola di lamiera: «Prima di tutto, toglierei i ragazzi da là dentro». Ma qualsiasi decisione la farebbe prendere ad un «comitato costituito da tecnici degli enti competenti con rappresentanti della scuola e delle famiglie. Niente politica». Competenza e conoscenza al servizio della scuola.

Una scuola che non si piange addosso: «Se siamo in difficoltà, tutti, ma proprio tutti, dobbiamo rimboccarci le maniche». E - aggiunge il professore Diamanti - trovare un modo per sensibilizzare e motivare alla partecipazione.(c.s.)

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