Il Tirreno

Il caso

Fontia mantiene la promessa Niente voto per protesta

di Luca Borghini
Fontia mantiene la promessa Niente voto per protesta

CARRARA. I residenti di Fontia lo avevano annunciato da settimane: alle elezioni regionali non avrebbero votato per «provocazione» e per chiedere che finalmente siano fatti quei lavori urgenti che la...

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CARRARA. I residenti di Fontia lo avevano annunciato da settimane: alle elezioni regionali non avrebbero votato per «provocazione» e per chiedere che finalmente siano fatti quei lavori urgenti che la strada del paese necessita. Neanche 200 residenti, di cui la maggioranza anziani, due chiese, di cui una inagibile, e la presenza scomoda di potenti antenne televisive messe sotto accusa per i rischi alla salute. Questa è Fontia. Saliamo in paese a metà mattina, non facciamo neanche un chilometro dell'unica strada che da Carrara porta al paese (l'alternativa è risalire il monte dal versante ligure passando per Ortonovo) e ci accorgiamo di quanto sarebbero necessari lavori di sistemazione del manto stradale. Non ci sono solo "buche" ma restringimenti di carreggiata, per di più mal segnalati, per piccole frane, un importante cedimento in un tornante e un asfalto in precarie condizioni.

I paesani ci dicono che ad ogni pioggia la strada peggiora, nel cielo neanche una nuvola ma non fatichiamo a crederci. Anche in paese la strada in un punto sta cedendo in maniera evidente. Dalla Provincia, responsabile dell'intera strada, nessun intervento; alcuni tecnici si sono limitati a mettere una rete rossa da cantiere. Fine dell'intervento. Alle 10,30 siamo al seggio. Numero votanti: 3. E sarà così ancora per qualche ora, la protesta in paese è stata presa molto sul serio. Sabato hanno pure tentato di riconsegnare 80 tessere elettorali al Comune, la delegazione non ha potuto farlo perché non previsto dalla legge. Allora stamani consegneranno una lettera all'assessore Massimiliano Bernardi per sollecitare un intervento del Comune.

«Salendo in paese immagino che avete visto con i vostri occhi la situazione - ci spiega Franco Grassi, vicepresidente della Pro Loco, attiva da cinque mesi - questa non è una protesta. Precisamente è una provocazione verso gli amministratori locali di maggioranza e di opposizione. La strada peggiora di giorno in giorno, l'abbiamo detto in tutte le maniere: alle prossime forti piogge la strada rischia di sparire come è già successo a Marciaso». Ci fermiamo all'unico circolo del paese dotato di un piccolo bar. Franco assieme ad altri paesani ci spiegano come il paese nel tempo sia stato "dimenticato" dalle amministrazione. «Gli ultimi veri interventi risalgono a diversi anni fa. Più di 20 anni fa il Comune costruì una strada nella parte alta del paese, poi più nulla. Tre anni fa è stata rifatta una parte di illuminazione. Poi nient'altro». Alle 12,45 torniamo al seggio ma il numero dei votanti non è cambiato. Sempre 3 su un numero di elettori su circa 120 aventi diritto. E scopriamo che alcuni, pochi in verità, non hanno votato per evitare di diventare "riconoscibili". Con così pochi voti è relativamente "facile" individuare i votanti e i partiti votati. Ma nessuno ha protestato ai paese. Fontia ha deciso questo sistema per essere ascoltata, dietro non c'è nessun sentimento di "antipolitica" o di "delusione". «Qui abbiamo tutti le nostre idee politiche - ci confida un residente fuori dal seggio - se oggi non votiamo è solo per farci ascoltare»

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