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«La Provincia frena la ditta Costa»
J’accuse del patron dell’azienda di Albiano che tratta rifiuti: impedisce di investire
AULLA. «I nostri legali andranno a vedere perchè la Provincia non tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato. Abbiamo due milioni di euro da investire sugli impianti, ma finché non ci consentono di lavorare ogni tipologia di rifiuto, come sentenza impone, tutto resta fermo, investimenti compresi. Rimane il fatto che con la sola raccolta differenziata dei rifiuti non possiamo andare avanti».
Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome e che lavora rifiuti ad Albiano Magra, sale sulle barricate e, interpellato telefonicamente, annuncia battaglia affinché la Provincia applichi la famosa sentenza del Consiglio di Stato che autorizzerebbe la ditta Costa a lavorare ogni tipologia di rifiuto. Quindi si profila un nuovo fronte a suon di carte bollate attorno alla ditta Costa, dove se c'è una cosa che non manca è un autentico ingorgo di pratiche legali, con da una parte l'azienda guidata dall'imprenditore spezzino, dall'altra i cittadini di Albiano, nel mezzo la Provincia.
Ma Mauro Costa ne ha anche per il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, che, secondo Costa, nella Conferenza dei servizi di lunedì si sarebbe schierata contro l'attività della sua ditta. Silvia Magnani, interpellata in merito alla polemica innescata da Costa, decide di replicare con le carte, ovvero con il verbale della Conferenza dei servizi contenente le sue dichiarazioni: dal verbale emerge che il primo cittadino ha ribadito «l'assoluta necessita di effettuare uno studio sulle emissioni odorigene, viste le condizioni di estremo disagio in cui versano gli abitanti di Albiano Magra, costretti a convivere con gli effetti di questo impianto. Pur consapevole del risvolto occupazionale di questa impresa, siamo altrettanto convinti che la lavorazione del rifiuto indifferenziato – così proseguiva Silvia Magnani – sia all'orgine delle emissioni odorigene nell'ambiente e, quindi, è auspicabile che tale impianto limiti l'attività al solo rifiuto differenziato, diventando una piattaforma di raccolta differenziata così da fare collimare esigenze occupazionali e rispetto della qualità dell'area residenziale limitrofa».
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