Venne licenziato da Nca, ora dovrà essere riassunto
Malattia troppo lunga: così l’azienda aveva interrotto il rapporto di lavoro L’Inail ha riconosciuto l’infortunio, il Cantiere dovrà pagargli 250mila euro
CARRARA. Era stato licenziato dal lavoro, ai Nuovi Cantieri Apuania nel 2009 (nella gestione di Luigi Mor) perché, secondo le motivazioni dell’azienda, era stato troppo tempo in malattia. L’operaio, un quarantacinquenne residente nella provincia della Spezia, aveva impugnato la lettera di licenziamento, sostenendo che il mal di schiena che lo aveva tenuto lontano dal cantiere navale era dovuto a un infortunio che si era procurato proprio sul lavoro, durante la sua mansione all’interno di Nca. Una differenza sostanziale ai fini di impugnare il licenziamento: la malattia infatti ha un periodo di comparto con tempi ben definiti. Nel caso di infortunio, invece, il periodo di comparto non viene contemplato.
A quel punto, per vedere riconosciute le proprie ragioni, e, soprattutto, per non perdere l’impiego, il lavoratore ha fatto causa all’Inail (presso il tribunale della Spezia) per vedere riconosciuto l’infortunio. L’azienda non si è presentata e il giudice ha riconosciuto l’infortunio.
Solo a questo punto, siamo arrivati al 2015 e alla gestione Costantino di Nca, l’operaio, rappresentato dall’avvocato Claudio Lalli, intenta causa ai Nuovi Cantieri Apuania per un licenziamento che, alla luce della sentenza della Spezia, non avrebbe “giusta causa”.
Ma proprio il patron di Nca, Giovanni Costantino, non accoglie la sentenza passata in giudicato che aveva riconosciuto l’infortunio: e così la causa va avanti.
In primo grado viene respinta la richiesta di essere reintegrato, e risarcito, avanzata dall’operaio. Ma solo per un motivo tecnico: il giudice sostiene che mancava un documento fondamentale, la lettera impugnativa del licenziamento. Lettera che in realtà era stata esibita e viene ripresentata, in appello proprio dall’avvocato Claudio Lalli.
A questo punto viene nominato un nuovo consulente, a Genova, che stabilisce che l’operaio aveva subito un infortunio e che la sua assenza dal luogo di lavoro era dovuta a quello.
A questo punto un paio di giorni fa la Corte di Appello di Genova ha dichiarato illegittimo il licenziamento del 2009. Ha condannato l’azienda a reintegrare il lavoratore a pagargli tutte le retribuzioni: un conto di 150mila euro a cui si aggiungono altri centomila euro di contributi.
A giorni quindi l’operaio dovrebbe tornare al suo posto di lavoro, a Nca.
La soddisfazione della Fiom: riconosciuti diritti sacrosanti dei lavoratori. La segretaria della Fiom, Luisa Pietrini, plaude a una sentenza che, come ci tiene a sottolineare: «Ha riconosciuto diritti sacrosanti dei lavoratori, dimostrando che, anche dopo un lungo periodo, un licenziamento ingiusto può essere reintegrato».
La segretaria della Fiom ha seguito passo per passo il caso del lavoratore Nca: anche alla corte di Appello a Genova.
E adesso che la vicenda si è conclusa con la reintegra completa, dal 2009 ad oggi, si lascia andare a un commento sul caso. «È una sentenza importante e come Fiom abbiamo seguito con estrema attenzione tutto il caso, non solo a livello provinciale, ma anche nazionale - dichiara la Pietrini - Oggi possiamo dire che un lavoratore ha visto riconosciuti i suoi diritti e questa per noi è una cosa fondamentale».
Luisa Pietrini rivolge un ringraziamento particolare all’avvocato Claudio Lalli.
«Ha fatto un grande lavoro e grazie alla collaborazione che abbiamo avuto siamo riusciti ad arrivare a una sentenza importante per il mondo del lavoro».
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