Chiuso il contenzioso sul Lavello Carrara paga 1,9 milioni a Massa
Accordo fra i due Comuni sugli oneri di 30 anni di bollette Enel per il depuratore delle acque L’assessore Rutili: adesso anche Gaia sta saldando i suoi debiti. E la Corte dei Conti apprezza
Il depuratore era stato costruito ed era gestito “in condominio”: 50% Massa, 50% Carrara. Ma le bollette dell’Enel le pagava solo il Comune di Massa. Per quasi 30 anni: dal 1976 al 2004. Tra le due amministrazioni è nato così un contenzioso: Massa ha chiesto quei soldi, in totale 2.260.800 euro; Carrara ha cercato di tergiversare. Fino alla fine dello scorso anno quando i due municipi hanon raggiunto un accordo transattivo con cui il Comune di Carrara riconosce i suoi debiti, mentre quello di Massa accetta una riduzione del dovuto e la rateizzazione dei pagamenti. In virtù di questo accordo, ratificato dal consiglio comunale di Carrara il 29 dicembre scorso, il Comune carrarese pagherà 1,9 milioni di euro diluiti in rate annuali da 105.000 euro per 18 anni. Per le casse di Carrara un piccolo salasso, per l’amministrazione di Massa un introito “certo” che consente a palazzo civico di superare le criticità individuate e contestate dalla Corte dei conti sui “residui attivi”, cioè sui debiti di cui è dubbia la possibilità di riscossione. Ed è anche in virtù di questo accordo, che la stessa Corte, in una delibera del 5 maggio scorso rileva la “apprezzabile attività,miglioramento del fenomeno rilevato” e dice che, “occorre prendere atto dei provvedimenti adottati", tanto da non imporre alcun provvedimento cogente sulla politica fiscale.
«Sì, i rilievi della Corte dei Conti, che riguardavano la situazione al 31.12.2013, non gli anni precedenti, sono stati superati: ora Carrara paga quei debiti. E paga anche Gaia, l’altra società con cui il Comune ha un'esposizione rilevante relative agli investimenti fatti sulla rete idrica», dice l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili. Il qual spiega: «A fronte di 0 pagamenti ricevuti da Gaia nel 2012, nel 2014 la società ha pagato oltre 1 milione di euro (800mila cash + 340mila compensazione) e nel 2015 è previsto il pagamento di 1,5 milioni di euro e così nei prossimi anni». «Altre proposte realistiche per gestire queste partite non esistono. E' bene ricordare, infatti, che la società non è di proprietà esclusiva del comune di Massa. Quindi se questi, per ipotesi, rinunciasse ai suoi crediti, dovrebbe automaticamente aumentare la tassazione generale per coprire il deficit di bilancio e costringerebbe di fatto i cittadini massesi a pagare anche per quelli degli altri comuni. Un doppio danno», postilla Rutili.
Insomma, dice il Comune, i debitori Gaia e Carrara hanno cominciato a pagare, i residui sono quindi ora sotto controllo, tant'è che al netto degli importi che hanno come controparti enti pubblici o a totale partecipazione pubblica (certi e affidabili), l'entità dell'esposizione patologica diventa marginale (4% contro una soglia ammessa del 18%).
«Un risultato coerente con le politiche attente di bilancio portate avanti in questi anni e figlio di quella capacità di riscossione che vede il nostro tra i dieci migliori capoluoghi di provincia d'Italia (statistiche Sole24ore). Quest'ultimo tema è stato oggetto di particolare attenzione, sui media e nelle analisi delle Corti, nell'ultimo anno, perché termometro della capacità di tenuta degli equilibri di bilancio».
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