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Evasione fiscale, multa da 11 milioni a un avvocato

Il tribunale di Massa
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Il tribunale di Massa

La Commissione tributaria di primo grado ha condannato al pagamento di tasse e sanzioni (per gli anni 2005-2010) il noto legale Claudio Lalli

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CARRARA. Maxi multa a un noto avvocato carrarese per l’evasione fiscale relativa agli anni che vanno dal 2005 al 2010.
La commissione tributaria (siamo, è bene precisarlo nel primo grado del giudizio) composta da Silvana Pedroni Menconi, Maurizio Ermellini e Erminia Agostini, ha emessa sentenza una decina di giorni fa: il “conto” presentato all’avvocato Claudio Lalli, che era assistito dal professor Alessandro Giovannini, è pesantissimo: 11 milioni fra tasse e sanzioni.


La vicenda risale a un’indagine della Finanza partita tre anni fa. L'inchiesta sarebbe nata a seguito di una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di finanza, che negli uffici di via Roma dell'avvocato Claudio Lalli si presentò nell'aprile del 2012 per acquisire della documentazione. La Guardia di finanza e la Procura per lunghi mesi hanno passato al setaccio tutta l'attività professionale del legale carrarese. Secondo l'accusa, negli anni presi in esame, dal 2005 al 2010 complessivamente l'avvocato Lalli avrebbe indicato nelle dichiarazioni fiscali importi inferiori di redditi a quanto effettivamente avrebbe dovuto (sempre secondo gli inquirenti).

In particolare le cinque dichiarazioni dei redditi - questa l'ipotesi di reato contestata all'avvocato Claudio Lalli - sarebbero state complessivamente inferiori per circa nove milioni di euro, e nei 5 anni, questo avrebbe comportato il mancato versamento dell'Irpef per circa 3,8 milioni, e dell'Iva di un milione e 700 mila euro.
Dopo l’indagine della Finanza la vicenda ha proceduto su un doppio binario: da una parte quello penale, con un processo tuttora in corso presso il tribunale di Massa.
Dall’altra il fascicolo delle Fiamme Gialle è stato inviato all’Agenzia delle Entrate per accertamenti a cui ha fatto opposizione il legale carrarese.
A questo punto si è arrivati davanti alla commissione tributaria di primo grado che nei giorni scorsi ha emesso la sentenza.
Intanto prosegue in tribunale il processo penale, su un binario diverso.
E, negli anni scorsi, si è proceduto parallelamente anche per quel che riguarda i sequestri preventivi che sono scattati sia a livello penale, su imput della Procura, che a livello fiscale. Sono stati posti sotto sequestro beni immobili e mobili nella disponibilità dell'avvocato carrarese, compresa la villa di famiglia, per un importo praticamente pari alla presunta imposta evasa. Il sequestro preventivo aveva riguardato, in particolare, sia la villa in città sia l'altra a Porto Cervo, in Sardegna.
La vicenda, e la maxi multa arrivata in sede ci commissione tributaria, è solo al primo grado di giudizio.
 

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