Troupe giapponese per l’arte di Kunie
La giovane scultrice ha raccontato Carrara. Quando scolpì il busto di papa Benedetto XVI
CARRARA. Per lei un’intera troupe televisiva è partita da Osaka – la seconda città più grande del Giappone dopo Tokyo – con destinazione Carrara e grazie a lei le immagini delle Apuane, delle cave e dei laboratori artistici locali entreranno nelle case del popolo nipponico. Un bello spot per la città dei marmi e degli artisti. Lei è Kunie Fujiyoshi, trentacinque anni, scultrice giapponese, innamorata della terra apuana. Ha studiato all’Accademia, e poi si è fermata qui perché «per uno scultore – dice – non c’è miglior posto in cui vivere». È giovane ma ha già un gran curriculum: lei è l’artista che ha scolpito volto e busto di papa Ratzinger, nel 2012, quando ancora era pontefice. Benedetto XVI le permise di presentarsi al suo cospetto a capo scoperto e senza velina; del resto Kunie basta guardarla: sarà per quella compostezza che solo le giovani donne orientali hanno, ma è la grazia “fatta persona”. La tv giapponese è arrivata a Carrara il 6 maggio per fermarsi cinque giorni. Il canale è Yomiuri Tv. Manda in onda una trasmissione dedicata ai giapponesi che vivono all’estero. Per cercare i protagonisti del format «vengono fatte delle vere e proprie ricerche – ci spiega Yoshito Goto, l’interprete che parla perfettamente italiano – E registra e cameraman si muovono solo se c’è qualcosa di molto importante che ruota intorno ai connazionali all’estero: sotto il profilo storico, culturale, artistico, economico... Nel caso di Kunie qualcosa di molto importante c’è: è l’arte del marmo». La trasmissione, il cui titolo suona qualcosa del tipo “La posta dal mondo” – perché utilizza anche segnalazioni che arrivano via e-mail di giapponesi all’estero – manderà in onda le immagini che la troupe ha girato all’Accademia di Belle Arti ma anche al laboratorio artistico Petacchi e alla cava Querciola. Piero Marchetti e Franco Petacchi hanno fatto da guida ai giornalisti giapponesi: Marchetti, docente dell’Accademia, per la visita all’ateneo, e Petacchi per quella in cava e al suo laboratorio dove Kunie lavora.
«Non abbiamo parole sufficienti per ringraziarli entrambi – dice Yoshito – Per i giapponesi vedere quella cava, quei paesaggi, l’azzurro sopra il marmo bianco, gli operai che lavorano, sarà qualcosa di favoloso, di mitologico. Vedere il percorso della scultura, dal marmo estratto in cava fino all’applicazione delle tecniche che si studiano all’Accademia, ci ha colpito molto. Siamo felici che in mezzo a tanta bellezza ci sia una nostra connazionale: questa coreografia mozzafiato sarà raccontata ai giapponesi tramite lei». Per Kunie è stata una settimana impegnativa: «Io in quella cava – dice emozionata – c’ero già stata. I giapponesi, vedendola, rimarranno stupefatti. Carrara per me è speciale».
Giovanna Mezzana
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