Il presidio
Lei picchia lui in pieno centro Sfilano in aula i testimoni
AULLA. Sul banco degli imputati, con l’accusa di lesioni, c’è lei. Lui, invece, è la parte offesa anche se in giudizio non si è mai costituito, nè si è mai fatto vedere in aula. La vicenda risale...
AULLA. Sul banco degli imputati, con l’accusa di lesioni, c’è lei. Lui, invece, è la parte offesa anche se in giudizio non si è mai costituito, nè si è mai fatto vedere in aula.
La vicenda risale all’ottobre del 2012: sono le 23 quando in viale della Resistenza un uomo e una donna - almeno stando alle versioni emerse in aula - litigano. Poi succede qualcosa tra i due - che cosa esattamente è da ricostruirsi in sede dibattimentale - e l’uomo si ritrova con una ferita alla spalla destra e alla parte sinistra del torace. Tanto che deve fare i conti con un versamento pleurico.
Per quelle ferite adesso si ritrova a processo Monica Alicia Siculi Lopez, di origine uruguaiana. Deve rispondere del reato di lesioni e possesso di arma: secondo l’accusa, infatti, avrebbe colpito più volte l’uomo causandogli le ferite e lo avrebbe fatto con uno strumento a punta.
Di che oggetto si tratti esattamente non è stato accertato, né è emerso ieri mattina in aula, di fronte al giudice monocratico Giovanni Sgambati. A definire i contorni della vicenda due testimoni oculari che, rispondendo alle domande del pubblico ministero Alessandro Rappelli, hanno riferito quanto accaduto quella sera dell’ottobre 2012 in viale della Resistenza. A testimoniare anche un’infermiera che prestò le prime cure all’uomo e che ha riferito al giudice di aver visto la donna che lo colpiva con alcuni pugni fino a causare ferite e a far uscire sangue.
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