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«Ma non vogliamo criminalizzare gli industriali del marmo»
CARRARA. «Non stiamo facendo questi accertamenti contro qualcuno, e, è bene essere chiari, non stiamo lavorando contro chi svolge un’attività estrattiva che rappresenta per il territorio apuano una...
CARRARA. «Non stiamo facendo questi accertamenti contro qualcuno, e, è bene essere chiari, non stiamo lavorando contro chi svolge un’attività estrattiva che rappresenta per il territorio apuano una importante realtà economica e produttiva. Non vogliamo, insomma, criminalizzare gli imprenditori del marmo».
Lo mette bene in chiaro il procuratore capo Aldo Giubilaro durante la conferenza stampa in cui ha annunciato la nuova inchiesta sui presunti reati ambientali alle cave.
«Il fatto - ha aggiunto il procuratore capo durante la conferenza stampa - è che non si può privilegiare al cento per cento un solo aspetto della vita a danno degli altri. In sostanza il lavoro, naturalmente anche quello legato al mondo delle cave è un valore importante e come tale va tutelato. Ma allo stesso modo ci sono altri valori, altrettanto importanti, da tutelare, come il diritto alla salute dei cittadini, della comunità intera. E il diritto a vivere in un territorio sano, non compromesso dal punto di vista idrogeologico».
Il procuratore capo aggiunge un’altra cosa: «La nuova indagine serve proprio a questo, a verificare se alcuni valori, come la tutela dell’ambiente, la gestione dei rifiuti e il rispetto dei corsi d’acqua, siano stati tutelati»,
E per quel che riguarda il mondo delle cave, sempre più spesso nel mirino della Procura Giubilaro aggiunge: «Sulle cave abbiamo tantissime segnalazioni, quasi quotidiane».
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