Il Tirreno

in tribunale

Minaccia il vicino di casa con un taglierino

In aula l'imputato rimanda le accuse al mittente, querele incrociate fra due confinanti

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MASSA. Una lite, e, soprattutto una vecchia ruggine fra vicini di casa, alla periferia di Carrara.
Un diverbio che, secondo l’accusa (ma i due contendenti si sono querelati a vicenda e dato di conseguenza una versione completamente differente dei fatti) finisce con minacce aggravate dall’uso di un taglierino.
Di questo, minacce aggravate dall’uso di un arma, deve difendersi in tribunale uno dei due contendenti, che davanti al giudice Fulvio Biasotti e al pm Lara Navarrini ha raccontato la sua versione dei fatti: negando di aver mai messo mano al taglierino per cui è finito sotto accusa.
Quella che è stata ricostruita è una lite, nemmeno troppo rara, con il vicino, finita con l’intervento della moglie che lo invita a tornare in casa.
Dopo pochi minuti la coppia avrebbe sentito suonare alla porta di casa e si sono presentati alcuni poliziotti avvisati dal vicino che aveva denunciato di essere stato minacciato con un taglierino, dopo che gli erano state tagliate le gomme del furgone.
Il denunciante aveva anche indicato il colore del taglierino, o meglio del manico giallo, che si trovava nella cassetta degli attrezzi. Quel taglierino in effetti c’era, e secondo il vicino che è stato trascinato in tribunale a seguito della lite, era conservato dove sempre, fra gli attrezzi. Ma non era mai stato usato - così lui stesso ha ribadito - per minacciare nessuno. E neppure per tagliare le gomme al vicino.
In sostanza l’imputato ha rimandato al mittente le accuse ricordando che l’episodio è al centro anche di una sua contro querela nei confronti del vicino di casa.

 

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