Il Tirreno

Da Carrara fino al Nepal: solo per dare una mano

Leonardo Bianchi il medico partito per il Nepal
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Leonardo Bianchi il medico partito per il Nepal

Il medico carrarese Leonardo Bianchi in partenza con la Chirurgia pisana d’urgenza per la zona devastata dal terremoto: Ma questo è il nostro lavoro e parla dell'esperienza ad Haiti

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CARRARA. La partenza mercoledì 29 aprile, alle 5 e mezzo del mattino. Destinazione Nepal. Obiettivo: «Fare il nostro lavoro, quello che facciamo ogni giorno, ma in situazioni di difficoltà maggiore». Nell’aereo militare che porterà lo staff della Chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Pisa nel Nepal devastato dal terremoto c’è anche un medico carrarese, Leonardo Bianchi, 49 anni, anestesista. E quarantotto ore fa, sempre con la stessa “mission” è partito un altro medico apuano della chirurgia pisana, il dottor Stefano Antonelli.

«Siamo abitati a questi interventi - dice con grande semplicità Leonardo Bianchi - Personalmente non sono preoccupato, si parte con l’obiettivo di essere d’aiuto, questo sì. E sappiamo che ci troveremo di fronte a un territorio colpito al cuore». E, come lui stesso racconta, sempre tenendo un profilo basso e con grande naturalezza, il dottor Bianchi alle emergenze è abituato. Con la chirurgia pisana ha già lavorato in un altro scenario di devastazioni, cinque anni fa ad Haiti.

Anche in quel caso il medico carrarese, insieme ai colleghi, è partito «per dare una mano» dopo terremoto che il 12 gennaio 2010 in un solo minuto, con una scossa di magnitudo 7, distrusse case, scuole, strade e lasciò dietro di sé una scia di devastazione e miseria. Secondo le Nazioni Unite, oltre tre milioni di persone furono coinvolte dal sisma, il cui bilancio delle vittime è di oltre 220mila morti. Un’esperienza forte che ha lasciato nel dottor Leonardo Bianchi un ricordo particolare: «Gli occhi dei bambini, quelli sono il ricordo che tutti noi ci siamo portati via da Haiti». E adesso, dopo cinque anni, un altro territorio devastato dal terremoto. E un altro campo d’emergenza per i medici dell’emergenza.
 

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