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Paolo Nicolai dal Nepal «Sto bene, qui un disastro»
Il quarantatreenne ex informatico è ancora a Kathmandu dove da anni con moglie e tre figli lavora per una organizzazione che si occupa di bambini
MASSA. «Stiamo tutti bene. Io e i bimbi siamo tornati in Italia da qualche giorno. Paolo è ancora in Nepal: lo abbiamo sentito e sta bene. Vi ringrazio tutti per il pensiero e per i messaggi».
Così scrive su Facebook, tranquillizzando gli amici Lisa Zannerini, piombinese, moglie di Paolo Nicolai, 43 anni, massese, i genitori che vivono a Cervara. Lui invece vive dal 2011 con moglie e bambini proprio a Kathmandu, devastata dal terremoto che ha mietuto migliaia di vittime.
Paolo aveva un lavoro fisso in una società di informatica ma ad un certo punto della sua vita, ormai tredici anni fa, ha deciso di dedicarsi al prossimo. E’ partito volontario per l’Africa, ha operato per anni nello Swaziland, nel cuore del continente, e qui ha conosciuto e sposato la moglie Lisa.
Dopo la nascita del primo figlio ha deciso di cambiare continente ed è diventato referente di Weworld una ong che aveva libera la sede nepalese. E lui così è volato con la famniglia laggiù nel Nepal, tra le più alte montagne del mondo: la stessa Kathmandu è a 1400 metri di altitudine. I bimbi a scuola lui a cercare di aiutare tutti i bambini. Tanti i progetti a cominciare da quelli per la scuola (nel Nepal oltre il 40% della popolazione è analfabeta).
Le condizioni di vita sono difficili ma neè lui nè la sua famiglia si sono mai scoraggiati anzi. La foto che vedete sopra è molto recente, è stata postata su Fb, da Lisa ed è bellissima: mostra una famiglia felice circondata dalle “preghiere della pace” , fogli colorati che contengono parole di conciliazione, scritte che sventolano al sole. Bella, bellissima.
La notizia del terremoto, le immagini devastanti che sono giunte dal Nepal che hanno toccato il cuore di tutti, hanno fatto però inpensierire tutti coloro, e sono tanti, che conoscono Paolo Nicolai e lo sanno appunto proprio nell’epicentro del sisma. Per fortuna le comunicazioni hanno funzionato comunque: Paolo sabato sera è riuscito mettersi in contatto con i familiari e a rassicurare sulle sue condizioni di salute. Sta bene. Un messaggio che la moglie ha giustamente fatto subito rimbalzare su Facebook.
Tra l’altro Paolo sabato sera è stato intervistato da una televisione: la sua preoccupazione era per i nepalesi, per un paese da sempre povero e che ora è davvero in ginocchio.
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