Il presidio
Mense, 10 lavoratrici senza assunzione
Interrompono i lavori del consiglio comunale: «Il nuovo gestore deve inserirci in organico, lo prevede il bando»
MASSA. Sono entrate in aula durante il consiglio comunale chiedendo di essere ricevute dal primo cittadino con l’obbiettivo - dicono - di «avere chiarimenti sul nostro futuro». Sono le dieci lavoratrici delle mense scolastiche che, con il passaggio del servizio alla nuova ditta (la Ati composta dalla società A. Gazzoli e soci snc e dalla cooperativa sociale La Luce scrl), il 13 aprile scorso, non sono state reintegrate. Non ancora, perlomeno. Nonostante il bando di gara prevedesse la salvaguardia di tutte le lavoratrici e i lavoratori già impegnati nel precedente appalto. «Come mai non siamo state ancora assunte dopo dieci giorni?», si chiedono le donne, che giovedì sera sono andate a bussare alla porta della politica per avere risposte. Il consiglio comunale è stato quindi interrotto per permettere al sindaco Volpi di incontrarle, insieme all’assessore di riferimento, Mauro Fiori, ai capigruppo e al dirigente all’istruzione Maurizio Perna, che si sta occupando delle pratiche. Ma facciamo un passo indietro, per cercare di ricostruire questa lunga vicenda. Luglio 2014: il Comune di Massa lancia una gara di appalto dal valore di 7 milioni e 584mila euro per le mense di asili nido e scuole cittadine, servizio fino ad allora gestito dalla Cir food. Il capitolato contiene diverse novità che sono il frutto di un confronto dell’amministrazione con le organizzazioni sindacali e con le famiglie: stabilisce, infatti, tra le tante cose, un progetto pilota di raccolta differenziata dei rifiuti e di educazione ambientale dei bambini interessati, il trasferimento alle mense solidali dei pasti non utilizzati, l’utilizzo nei menù di prodotti locali, Dop, Igp e biologico. Inoltre - questo il punto - prevede la “piena salvaguardia occupazionale”: questo significa che tutto il personale, circa cinquanta persone, deve essere mantenuto. Vince la gara l’Ati sopra citata e partono i ricorsi al Tar delle altre ditte che avevano partecipato le quali denunciano irregolarità nella procedura di affidamento dell’appalto e chiedono la sospensiva dell’assegnazione del servizio e lo “status di legittima aggiudicataria” a loro favore. In quella fase le mense continuano a essere gestite dalla Cir food. Il Tar della Toscana si pronuncia a marzo (2015) accogliendo le tesi dell’amministrazione comunale e riconoscendo quindi legittima la procedura di affidamento. L’appalto va dunque alla Gazzoli e Soci s.n.c. e La Luce s.c.r.l, che inizia ad assumere. Ad oggi, però, dieci lavoratrici non sono state ancora reintegrate. Lo saranno nei prossimi giorni? È proprio quello che le donne sono andate a chiedere direttamente al primo cittadino affinché l’amministrazione «si faccia garante e controllore del bando di gara». La rassicurazione, se così si può chiamare, è che “la salvaguardia occupazionale” non deve essere necessariamente la condizione di partenza ma un percorso; in altre parole le donne possono essere assunte - per rimanere nei termini del bando - anche nelle prossime settimane. Fiori assicura che «l’amministrazione sta verificando se la ditta rispetti i parametri del bando» e aggiunge che «non è facile stabilirlo adesso dal momento che il passaggio (dalla vecchia alla nuova committente, ndr) non è ancora concluso».
Intanto gli Arancioni presentano un’interpellanza, in particolare sui rumors che al «posto di questi lavoratori – scrivono le consigliere Gabriella Gabrielli e Carmen Menchini - si sia provveduto ad effettuare assunzioni di nuovo personale, non solo non tutelando il lavoro di chi già c’era, ma cogliendo l’occasione per assunzioni nuove in periodo pre-elettorale». E chiedono anche perchè «ad alcuni lavoratori non sia stato garantita lo stesso contratto a tempo indeterminato già in essere, ma u contratto a tempo determinato e/o con mansioni diverse e livelli di inquadramento più bassi».
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