Il Tirreno

Liberazione, il cuore della rivolta batte per i migranti

di Cinzia Chiappini
Liberazione, il cuore della rivolta batte per i migranti

In migliaia alla festa di Fosdinovo: concertone travolgente

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FOSDINOVO. A Fosdinovo migliaia di persone hanno partecipato a “Fino al cuore della Rivolta”, per i 70 anni dalla Liberazione. Come da tradizione il “Fosso” ha ospitato il pranzo sociale e, a seguire, il concertone: tra il pubblico tante famiglie, moltissimi giovani e i 20 profughi che Arci Masa-Carrara sta ospitando nella nostra provincia.

E dopo l'ennesima tragedia nel Mediterraneo il tema della solidarietà verso i migranti ha fatto irruzione anche sul palco del 25 aprile. Tanta musica, dai canti più tradizionali agli inediti dei giovani emergenti; una travolgente e coloratissima banda di strada, i “Pedrasamba”, in grado di trascinare a suon di percussioni grandi e piccini; uno spettacolo di burattini, “Il partigiano Lampo” che è tornato a Fosidinovo per raccontare le imprese dei giovani impegnati nella resistenza.

Il tutto per una manifestazione, “Fino al cuore della Rivolta” che ha celebrato davvero in grande stile il 70° anniversario della Liberazione, con oltre due mila persone e il coinvolgimento di tutto il borgo di Fosdinovo. La macchina dei volontari, allestita da Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani, con i suoi dieci anni di esperienza alle spalle, è stata pressoché impeccabile nonostante la grande affluenza.

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Alle 12 il “Fosso”, sede storica del pranzo sociale e del concertone era già stracolmo di persone. Affettati e formaggi, pasta e minestra di ceci, e poi l'immancabile grigliata: il menù del 25 aprile, a Fosdinovo è una tradizione, accompagnata come sempre dal buon vino.

A movimentare il pranzo, l'exploit di Pedrasamba, che ha portato per la prima volta in mezzo alle bandiere rosse della Resistenza i ritmi caldi e trascinanti delle percussioni. Intorno alle 15, prima di far salire sul palco i tanti musicisti che animano la manifestazione, è stata la volta degli interventi degli ospiti d'onore della giornata: uno su tutti, Giorgio Mori, presidente dell'Anpi di Massa-Carrara, partigiano combattente ormai da anni in prima fila per tramandare ai più giovani i valori della Resistenza.

Con la lucidità e la passione che lo contraddistinguono, quest'anno Mori si è concentrato soprattutto sul concetto di solidarietà pensando anche ma non solo a quanto sta accadendo nel Mar Mediterraneo. I temi legati all'immigrazione a all'accoglienza hanno fatto irruzione a “Fino al cuore della Rivolta”, non solo attraverso le parole di Mori ma anche grazie alla presenza dei venti profughi che Arci Massa-Carrara sta ospitando sul nostro territorio, come ha ricordato il presidente dell'associazione, Matteo Bartolini, in un applauditissimo intervento. Riflessione e impegno ma anche divertimento e condivisione: è proprio questo forse, il segreto del successo di “Fino al cuore della Rivolta”.

Merito dunque anche dei tanti musicisti che ogni anni si avvicendano sul palco.

Paolo Ciarchi, Claudio Cormio, Isabella Cagnardi, Alessio Lega, Marco Rovelli, Giromini e la Maledizione, Gabriella Ghermandi, Serhat Akbal, Antonio Lombardi, Antica Rumeria Lagrima de Oro, Suonatori Terra Terra, “Harpo, Gas e il Sindacato del Mojo”, Los Caimanos, Visibì, Contratto sociale Gnu_Folk e Via Lattea, questi gli artisti, in parte esordienti in parte “affezionatissimi” della manifestazione che hanno dato vita al “concertone 2015”.

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