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Colpi di fucile, c’è una pista: «La guerra tra bande continua»

Colpi di fucile, c’è una pista: «La guerra tra bande continua»

Caccia ai due giovani che hanno fatto fuoco contro la casa di uno degli indagati. La polizia ha visionato le prime immagini delle telecamere di sorveglianza

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MASSA. Ha partecipato alle risse che hanno dato vita alla guerra tra bande, è uno dei personaggi più attivi dello scontro tra quelli dei Poggi e Castagnara sfociato poi nel duplice delitto di Natale. Ed è indagato per questo. La squadra mobile è convinta che quei tre colpi di fucile esplosi nella notte tra mercoledì e giovedì contro l’abitazione dei suoi genitori nascano proprio da qui. «Fuoco che cova sotto la cenere: la guerra tra bande non è finita», si è lasciato scappare uno degli inquirenti che indaga. Fuoco che, guarda caso, spunta pochi giorni dopo l’apertura del processo in corte d’Assise per l’omicidio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, che deciderà il destino (rischia l’ergastolo) di Andrea Mazzi.
 
La polizia ha pochi elementi in mano: gli spari e il rombo di uno scooter con due persone con il casco calato in testa che si allontana da via dei Mori. A dare l’allarme è stata una famiglia che abita nel quartiere Cinque vie, che ha sentito i colpi mentre stava andando a dormire. Senza la telefonata al 113 probabilmente anche questo avvertimento sarebbe rimasta una vicenda privata tra la vittima e chi ha premuto il grilletto. Perché è certo, ormai, che una cosa simile era capitata qualche sera fa. Ma siccome nessuno ha sentito non ci sono state denunce. La seconda intimidazione però ha portato a galla anche la prima. E il destinatario di quei colpi ha dovuto ammettere entrambi gli episodi. Resta da capire se quello successo in via dei Mori è collegato in qualche maniera con gli spari dei Poggi. Due settimane fa due auto con cinque persone a bordo avevano esploso cinque colpi con un revolver contro la finestra di un pregiudicato. Il quarantenne ha precedenti per spaccio di stupefacenti e non sembra invischiato in alcun modo nella guerra tra bande. Però sia la procura sia le forze dell’ordine fanno fatica a pensare che siano due cose distinte. Per come si sono svolti i fatti ci sono delle analogie.
 
Intanto sono state acquisite le immagini delle telecamere di sicurezza installate intorno a via dei Mori. Per capire se lo scooter sentito la scorsa notte era quello di chi imbracciava il fucile, oppure se non c’entrava nulla. Se così fosse l’appello degli inquirenti è che chi era in sella al motociclo si faccia vivo al più presto. Giusto per non

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