Ex segheria Corsi, un pezzo di Avenza che attende il rilancio
La proprietà ha ripulito l’area. Il vice sindaco: chi ha idee si faccia avanti in vista del piano operativo comunale
CARRARA. Un’area privata di 7.500 metri quadrati ad Avenza, fra il viale XX Settembre e via Covetta. Silenziosa da anni, senza più alcuna attività al suo interno. Un tempo ci lavoravano il marmo.
E’ l’area in cui erano attivi il laboratorio e la segheria della famiglia di Adolfo Corsi e successori. Fino una ventina di anni fa deposito. Poi l’abbandono per la cessazione di ogni attività. E, per effetto di quello stop, il degrado che ha assalito con il passare degli anni tutto ciò che si trova all’interno del vecchio muro di cinta e del cancello. La crescita selvaggia di vegetazione.
Succede, malgrado tutta la buona volontà dei proprietari, quando cessano attività, o si spostano altrove. Avenza è cresciuta, si è urbanizzata ulteriormente. Lì, è come se il tempo di fosse fermato.
Ma nel giugno del 2010, quell’area ha avuto un risveglio, in occasione della XVI Biennale di scultura “Post monument”.
E in quel luogo risistemato alla meglio, con i segni importanti dell’argheologia industriale nell’edificio dei primi del Novecento, fu inaugurata la prima tappa di quella Biennale.
Fra le antiche mura, l’ambasciatore svizzero, i consoli d’Olanda e d’Inghilterra, rappresentanti istituzionali della regine e del Comune, il sindaco Zubbani che sottolinea come la manifestaizone internazionale sia uscita dalle stanze espositive per calarsi nel territorio e risvegliare luoghi simbolo della storia del marmo, come l’ex segheria Corsi.
Ma, terminata la Biennale, quel pezzo di Avenza è tornato nel dimenticatoio. Eppure, nel 2010 Andriola Corsi, proprietari assieme alle sorelle Cristina e Giuliana (defunta), aveva auspicato di rivedere rivivere quell’area «ma non con segherie e palazzi – aveva detto –. Vorremmo mantenere la struttura esistente, vederla rivivere, forse con esposizioni o altro. Ci vuole un po’ di collaborazione del Comune. Attendiamo il nuovo piano strutturale».
Siamo all’oggi: in questi anni l’ex segheria era ricaduta sotto l’unico dominio della vegetazione, arbusti e rovi. Ma non solo: anche ricovero abusivo di extracomunitari, di volta in volta allontanati con i controlli delle forze dell’ordine. Da poco l’area è stata nuovamente ripulita dalla proprietà: via i rovi, potati gli alberi. Ma, evidentemente manca ancora l’idea forte e l’opportunità giusta per il rilancio dell’area. Il vice sindaco Andrea Vannucci ribadisce oggi ciò che disse nel 2010: «Il vecchio strumento urbanistico lì prevede servizi pubblici, il nuovo regolamento urbanistico consentirà di negoziare la destinazione d’uso, ma salvaguardando e recuperando lo storico immobile».
Da fonti della proprietà viene spiegato che la pulitura è stata fatta per ragioni di decoro, ma che al momento non ci sono richieste di privati per il suo riutilizzo in compartecipazione con la proprietà.
E Vannucci spiega: «Lì, possono essere fatte ristrutturazioni. Appartamento no. Ma possiamo valutare qualsiasi altra proposta, chi ha idee si faccia vanti, perché questo è il momento migliore, visto che il piano operativo comunale (Poc) è in fase di elaborazione. Il piano strutturale privilegia il recupero. L’orientamento dell’amministrazione comunale è questo: recuperare aree dove sono state dismesse attività. L’ex segheria Corsi è un luogo testimoniale del passato, per cui il vecchio immobile andrebbe recuperato dandogli funzioni non in contrasto con la pianificazione urbanistica, che comunque secondo noi deve essere elastica, per lasciare possibilità aperte per il futuro».
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