Il presidio
Dai capi in cachemire ai jeans: in passerella lo stile targato Purple
Massa Carrara, aspettando Cucinelli c’è gran fermento nel mondo della sartoria artigianale
CARRARA. C’è un gran movimento nel mini comparto apuano della sartoria. Sarà merito di Brunello Cucinelli? Si dice che dove passi l’industriale perugino del cashmere – che a fine 2013 ha acquisito un ramo d’azienda della D’Avenza – rimanga sempre un segno. Sarà l’effetto di una gran voglia di fare in un settore – quello della moda e della sartoria artigianale – che in terra apuana non è mai veramente decollato?
Gli indicatori del dinamismo ci sono tutti.
Le novità. C’è la grande attesa per quel progetto industriale che Cucinelli dovrà prima o poi presentare al sindaco Angelo Zubbani e che punta alla creazione, a Carrara, di un polo di altissimo artigianato italiano, tale da raddoppiare – come minimo – le maestranze ex D’Avenza, che Cucinelli ha stabilizzato (sono un’ottantina) e che oggi lavorano per lui. Ci sono le voci di un prossimo trasferimento dalla storica sede di via Acquale (in zona Aci) in una più grande, nel Parco produttivo Apuania, della ex Clad, oggi Sarzana srl. Nata da una costola della D’Avenza, la ex Clad è stata acquisita sette/otto anni fa dal Gruppo Larusmiani, brand del lusso di abbigliamento e sartoria più antico di Via MonteNapoleone; le maestranze Clad oggi lavorano alacremente anche per le produzioni D’Avenza, il cui marchio Cucinelli ha lasciato in mano alla famiglia pratese Cecchi.
E poi ci sono elementi tangibili: come il fashion show di Purple, sartoria artigianale di via Passo Volpe, andato in scena venerdì sera alla discoteca Miami di Marina di Massa e con cui la vivacissima micro impresa artigiano-sartoriale di Marco Brugiotti, massese, e di Martina Dazzi, carrarese, ha presentato la sua prima collezione.
In passerella. Venerdì 17 aprile, quasi una sfida scaramantica, ore 23 circa, discoteca Miami. Stanno per sfilare trentaquattro modelli per uomo e donna, tutti fatti a mano: dal taglio allo stiro. Così si presenta Purple. Cappotti, giacche da cerimonia e da tutti i giorni, abiti eleganti e mise casual. Saltano all’occhio i tagli e le cuciture che accompagnano la figura e che fanno di un abito un capo personalizzato: questo è del resto il pregio di una sartoria che può definirsi davvero artigianale. La creazione più apprezzata? Il cappotto da donna tutto in cachemire. E poi quelle finiture originalissime che incrociano tessuti di cotone stile jeans con il raso, oppure lane e pelli di coccodrillo. «Noi cerchiamo di vestire tutti – dice Martina Dazzi, responsabile del laboratorio di sartoria, figlia e nipote di sarta – Chi ha necessità di essere elegante e chi vuole abiti da tutti i giorni. Il cliente che entra nella nostra show room porta la sua idea di abito e noi cerchiamo di soddisfarlo, ed ogni dettaglio, dal colore del bottone all’asola, al taschino, può essere personalizzato». È emozionata Martina, al termine della serata, stanca ma soddisfatta: «Sì, sono contenta, poi è ovvio – conclude – si può fare sempre meglio». Azzeccatissimi gli abbinamenti capo-modello: ogni mise si adattava perfettamente con lo stile e il carattere di chi la indossava. Chi sfilava – tutti giovani apuani – insomma non erano anonime mannequin ma ragazze ragazzi “nostrane”: attrici e ballerine, studenti universitari, body painter, calciatori e atleti.
Ai tavoli. Tra gli invitati di Purple – che veste il bel mondo della politica, della finanza e dell’industria italiana, ma anche quello russo e svizzero, albanese, coreano, newyorkese e che per il 2015 ha come obiettivo di realizzare 1300 capi – c’era anche Donato Di Veroli dell’omonima sartoria milanese, con cui Purple condivide una show-room a Milano, in via Venezia 37, in un edificio in cui al secondo piano c’è… Cucinelli.
A godersi la sfilata c’era anche chi appartiene all’universo Clad/Larusmiani, segno che in tutto il comparto c’è interesse per i progetti e gli obiettivi della scoppiettante Purple, che ha arruolato tre sarti ex D’Avenza anche per tirare su una nuova generazione apuana della sartoria artigianale.
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