Il presidio
Camionista rubò 29 tonnellate di acciaio
MASSA. Un carico di acciaio di 29.485 chilogrammi che sparisce nel nulla. Ventinove pacchi di lamiere che non sono mai arrivati a destinazione e dei quali non si ha più alcuna notizia. Per questo un...
MASSA. Un carico di acciaio di 29.485 chilogrammi che sparisce nel nulla. Ventinove pacchi di lamiere che non sono mai arrivati a destinazione e dei quali non si ha più alcuna notizia. Per questo un autotrasportatore, Francesco Abaco di 61 anni, originario di Caltanisetta e residente a Massa, è stato condannato a un anno per appropriazione indebita (era assistito dall’avvocato Stefano Rossi). Perchè, secondo l’accusa si è impossessato di quel carico di acciaio.
La vicenda risale a cinque anni fa. E parte da lontano. La ditta Bernardini Umbro srl di Terni ottiene un grosso carico dalla ThissenKrupp: si tratta di 29.485 chili di acciaio che devono essere consegnati a un’azienda di Teramo. A questo punto si tratta di affidare il trasporto a un vettore e la ditta Umbro di rivolge alla società di cui Francesco Abaco era titolare all’epoca dei fatti. Il Tir viene caricato e poi sparisce. Attraverso controlli della Polstrada si risale al titolare della ditta che doveva occuparsi del trasporto. E così a finire sotto accusa, per appropriazione indebita di oltre 29 tonnellate di acciaio, è il titolare della piccola azienda di autotrasporto, il sessantuenne residente a Massa appunto. Che non ha saputo dire dove è finito il carico e che cosa sia stato fatto con le tonnellate di acciaio sparite. La sentenza verrà impugnata e si finirà in appello.
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