Il Tirreno

Assenteismo, la lotta si allarga ai Comuni e alla Provincia

di Alessandra Vivoli
Assenteismo, la lotta si allarga ai Comuni e alla Provincia

Massa Carrara. giro di vite di carabinieri e Nas: nel mirino le timbrature dei cartellini ma anche l’utilizzo di beni pubblici come le auto di servizio, la carta delle fotocopie e i pc

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MASSA. Controlli a tappeto negli uffici pubblici. Anche in Comune, sia a Massa che a Carrara, e in Provincia. Nel mirino questa volta non finiscono le “pause caffè”, come era accaduto in un recente passato, ma le timbrature dei cartellini e l’utilizzo di beni comuni: dalle auto di servizio alla carta e agli articoli di cancelleria, fino ai computer della scrivania per usi personali.

Assenteismo: giro di vite in Comune e Provincia. Un vero e proprio giro di vite dei controlli, come peraltro già annunciato, proprio dal nostro giornale, nei giorni scorsi, dopo l’arresto dell’infermiere colto in flagranza mentre svolgeva un’altra attività lavorativa durante l’orario di servizio, quello in cui avrebbe dovuto dedicarsi all’assistenza domiciliare. Una pioggia di controlli, condotti dai Nas e dai carabinieri, che sta passando al setaccio gli uffici pubblici, dal comune di Massa a quello di Carrara, passando per l’amministrazione provinciale. Oltre, naturalmente a tenere alta l’attenzione sull’Asl.

Mastorci (Cisl): è giusto che ci siano i controlli. Il segretario della Cisl Enzo Mastorci comincia col precisare una cosa. «È bene che ci siano i controlli - spiega - Siamo noi i primi che, per tutelare i lavoratori, crediamo che situazioni non legali vadano segnalate e sanzionate». E a proposito dell’infermiere assenteista che ha fatto esplodere il caso aggiunge: «La questione è oggetto di un procedimento penale - sottolinea il segretario della Cisl - Ma qualora venisse accertata la responsabilità del lavoratore in quanto gli è stato contestato al momento dell’arresto, dovrà esserci, a livello aziendale il provvedimento più drastico ossia il licenziamento».

Come già si era espressa la Cgil, attraverso le dichiarazioni del segretario della Funzione pubblica Silvano Leoni e quello della Sanità, Valerio Musetti, anche la CIsl, nel caso venissero accertate le responsabilità, chiede il licenziamento dell’infermiere assenteista,

Salvadori (Uil): ma non ergiamoci a giudici. Nessun imbarazzo. Nessun atteggiamento giustizialista. Ma la risoluzione, ferma che: «Se qualcuno ha sbagliato si assumerà le proprie responsabilità perché certi errori, alla fine, ricadono sulla categoria intera».

Lo dichiara Claudio Salvadori, segretario della Uil, sindacato a cui è iscritto l’infermiere arrestato. «Nessun imbarazzo, e, noi, come Uil, contrariamente a qualche nostro collega, non facciamo i giudici - comincia col dire Salvadori - su questa vicenda la giustizia, come è normale, seguirà il suo corso. Lo ripeto, le posizioni giustizialiste non ci appartengono».E Salvadori aggiunge: «L’azienda sanitaria attiverà, come da prassi il percorso disciplinare nei confronti del nostro iscritto - continua Salvadori - Noi siamo pronti ad un confronto partendo dalla convinzione che gli errori, qualora vangano accertati, meritano i provvedimenti previsti dal contratto nazionale del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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