Italia
Istituto alberghiero, ci sono i soldi per la ristrutturazione
MASSA. La prima bella notizia è arrivata: ieri mattina la giunta regionale ha concesso la devoluzione del mutuo per l’istituto alberghiero. Detto in parole semplici, ha permesso che i 650.000 euro...
MASSA. La prima bella notizia è arrivata: ieri mattina la giunta regionale ha concesso la devoluzione del mutuo per l’istituto alberghiero. Detto in parole semplici, ha permesso che i 650.000 euro finanziati da Firenze per la realizzazione della palestra, siano invece destinati ai lavori di ristrutturazione. Lavori che permetteranno di riaprire l’ala dell’istituto inagibile da anni. E di riportare nella sede centrale, in via delle Pinete, i 600 ragazzi (24 classi) attualmente ospitati al Toniolo.
«Un primo passo nel lungo cammino che ci attende» lo definisce il consigliere Rossetti, promotore di un incontro in Regione sull’alberghiero.
Un passo importante perchè la sede succursale di Toniolo non ospita laboratori e cucine, quindi obbliga gli aspiranti cuochi a continui spostamenti per le lezioni pratiche. La notizia del via libera allo spostamento dei fondi è stata accolta con soddisfazione dal sindaco Alessandro Volpi e dal presidente della Provincia Narciso Buffoni, impegnati nella difficile scommessa di salvare l’alberghiero “Minuto”, un’eccellenza del territorio. La notizia arriva a pochi giorni dall’incontro che si è tenuto a Firenze con l’assessore regionale alla pubblica istruzione Emmanule Bobbio e a cui hanno partecipato il sindaco di Massa Alessandro Volpi, Norberto Petriccioli per la Provincia, la vicepreside dell’istituto Antonella Casale e il provveditore agli studi Luigi Sebastiani. In quell’occasione all’ordine del giorno c’era anche il progetto predisposto dal Comune per realizzare il convitto all’Ugo Pisa.
«Adesso - affermano congiuntamente Volpi, Buffoni e Rossetti - attendiamo fiduciosi il pronunciamento su quel progetto e sulla relativa richiesta di finanziamento». Palazzo civico infatti partecipa ad un bando regionale sull’edilizia scolastica e punta ad ottenere 700.000 euro (il progetto prevede una spesa complessiva di 950.000). Ancora al vaglio, invece, la soluzione per far fronte alle spese d’affitto dell’attuale convitto (la Provincia paga centomila euro annui alla Colonia della Parrocchia Fiorenzuola). Tanti i temi in discussioni a cui è legata a doppio filo la soluzione, adottata dalla preside, del numero chiuso.
E proprio sul tema “numero chiuso” interviene chi di cucina se ne intende: Alessandro Bandoni, chef del ristorante Le Palme, a Marina di Carrara, lancia la sua proposta. «Essendo il “Minuto” un istituto d’istruzione superiore, le leggi sull’obbligo all’istruzione - scrive - impediscono il numero chiuso. Partendo da questo punto però - e prosegue il ragionamento - visti i limiti della struttura e l’elevato numero di iscritti e considerata la volontà di salvaguardare il livello di istruzione e di preparazione professionale, potrebbe essere introdotto il numero programmato. Ciò avviene reintegrando al massimo il numero di classi che sono uscite (6 classi escono, 6 entrano). Questa è la soluzione che - prosegue Bandoni - molti istituti alberghieri italiani, con problemi di spazio, stanno adottando. Nessun posto di lavoro viene intaccato, visto che il numero è massimo rispetto alla capienza consentita. Inoltre - e lo chef Delle Palme conclude - ciò consentirebbe agli istituti alberghieri di garantire ai ragazzi livelli di preparazione pratica/professionale ben più alti rispetto agli attuali».
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