Le suore Orsoline lasciano Avenza e tornano alla casa madre di Verona
La riflessione dell'ex presidente della Fondazione Finelli: ora c’è disorientamento ma traspare anche la volontà della Comunità a non disperdere il patrimonio educativo lasciato
CARRARA. Lasceranno Avenza il 31 agosto. Le suore Orsoline tornano alla casa madre di Verona. E l'ex presidente della Fondazione Finelli, Egidio Comi, affida una sua riflessione ad una nota.
"Le suore Orsoline lasciano Avenza - scrive Comi - E’ forse destino dell’uomo apprezzare qualcosa quando essa non è più a disposizione. E’ la sorte toccata alla comunità di Avenza per l’abbandono delle suore Orsoline che dal 1926 ad oggi hanno diretto la scuola dell’infanzia “Carlo Finelli”. Nell’arco di quasi un secolo si sono succedute giovani e meno giovani suore che hanno dedicato la loro professionalità, le loro energie e il loro esempio a generazioni di Avenzini".
"Le suore erano infatti anche il riferimento della parrocchia e dell’intera comunità, sempre disponibili all’ascolto e all’aiuto di chiunque si trovasse in difficoltà spirituali o materiali - continua la nota di Comi - Sotto la loro guida la scuola “C. Finelli” era diventata l’ambita scelta di molte famiglie di Avenza e, ultimamente, anche di tutto il territorio carrarese. Negli ultimi decenni si era giunti ad aprire le iscrizioni il 7 gennaio alle ore 8 e chiuderle dopo due ore per esaurimento dei posti disponibili per i bambini del 1° anno".
"I genitori - prosegue la nota - sapevano di scegliere per i loro figli e figlie una scuola che aveva alla base i valori cristiani della vita, quali la dignità e il rispetto di ogni persona, la solidarietà, l’aiuto reciproco e il senso di responsabilità unito all’impegno e alla volontà di dare e non solo di ricevere in modo da imparare a vivere bene con se stessi e con gli altri.
Nella scuola non c’era invece l’insegnamento catechistico della religione che le suore trovavano il tempo di impartire nel pomeriggio in parrocchia a tutti i bambini".
"Ora c’è disorientamento - conclude Comi - ma traspare anche la volontà della Comunità e delle ottime risorse umane che da anni operano nella scuola a non disperdere il patrimonio educativo lasciato dalle benemerite suore Orsoline, di farsene carico così che si possa continuare a svolgersi nel futuro il ruolo che il fondatore, l’emerito scultore Carlo Finelli, aveva intuito e sottoscritto nel suo testamento olografo nel lontano 1852, quando in nessun staterello d’Italia esisteva ancora la scuola pubblica".
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