Il Tirreno

Carrara. trasloco del liceo Marconi al Galilei

di Cinzia Carpita
Carrara. trasloco del liceo Marconi al Galilei

Soluzione prospettata dalla Provincia per lavori da fare nello Scientifico. Genitori degli alunni dell’Itis sollevano obiezioni

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CARRARA. Il liceo scientifico Marconi incrementa le iscrizioni e il prossimo anno ci sarà una classe in più, ma la sua sede da tre anni è disastrata: lavori da fare, ma infiniti. E ora la prospettiva di trasferire tutti gli alunni dal prossimo settembre, nella sede dell’Itis Galilei di Avenza. «Perché - spiega la professoressa Sandra Pecchia dirigente dello Zaccagna-Marconi e del Fermi di Massa – la Provincia ci ha detto che i lavori non sono possibili con gli studenti dentro al scuola. Noi abbiamo chiesto, e ci pare un diritto sacrosanto visto che da tre anni la situazione al Marconi è di disagio, che tutti gli studenti che sono quasi 500, non vengano dal prossimo anno didattico sparpagliati qua e là con una ulteriore penalizzazione, ma che restino uniti in un unico plesso, che si dice sarà il Galilei anche se non abbiamo ancora l’ufficialità. Non sappiamo quando la sede del Marconi sarà pronta definitivamente».

La professoressa Pecchia sa che i genitori degli alunni del Marconi sono stati ricevuti dal presidente della Provincia Buffoni che li ha informati della situazione. Da quanto sa la dirigente Pecchia, alle necessità del Galilei non dovrebbero essere sottratte né aule nè laboratori. «Dovrebbero essere ricavati spazi, cioè aule, nelle officine che non vengono utilizzate». Ma fra in genitori degli studenti del Galilei ci sono preoccupazioni. Come scrivono. «Abbiamo saputo che la Provincia, dal prossimo settembre, vuole trasferire tutti gli studenti e tutto il personale del Liceo Scientifico Marconi di Carrara, all'Itis Galilei di Avenza. In totale graviterebbero sul Galilei più di 1.000 persone al giorno. Siamo decisamente contrari allo spostamento del Marconi in blocco al Galilei», e ne elencano i motivi: «Il Galilei sarebbe diviso, nel perimetro delle zone di competenza delle due presidi, con fioriere, catenelle o comunque opere mobili.

Queste separazioni precarie si verrebbero a trovare lungo il percorso d'esodo, rendendo potenzialmente pericolosa l'uscita degli studenti in caso di incendio o terremoto. L'uso massivo di cartongesso per realizzare le pareti divisorie darebbe luogo ad un ambiente molto rumoroso, pieno di brusii, che renderebbe impossibile una buona didattica. Sarebbero ricavate aule in ogni spazio, a discapito di laboratori, della possibilità di avere nuove articolazioni di studio e persino nuovi iscritti. I turni della frequentazione degli spazi comuni resta un problema. Non ci sono infatti gli spazi per sdoppiare i laboratori di lingue, di disegno, di fisica, di informatica, quindi, visto l'enorme numero di studenti, si può tranquillamente ipotizzare che vi saranno rientri pomeridiani per riuscire ad usufruire di tutti i servizi». Un’ ipotesi, al momento, che preoccupa i genitori, i quali temono inoltre che occorrerà rinunciare alle aule magne: «E’ infatti prevista la costruzione di aule al loro posto. Non un posto dove riunirsi per socializzare, niente spazi per assemblee d'istituto, niente incontri con professionisti o conferenze o qualsiasi altro genere di partecipazione dei ragazzi. La Palestra del Galilei non è in categoria B1, quella cioè necessaria per legge a soddisfare un istituto che abbia da 24 a 60 aule, noi ne avremmo 55, così gli studenti sarebbero costretti ad uscire dalla scuola per andare presso il Centro Sportivo Endas distante qualche centinaio di metri».

I genitori aggiungono che al Galilei «non è presente né un ascensore funzionante, né un montascale per disabili. E dalla Provincia ci hanno detto che non ci sono i soldi necessari alla loro costruzione. A proposito della bontà e serietà del progetto esposto sul sito istituzionale dello Zaccagna Galilei al link "Situazione edilizia scolastica", il disegno non è riprodotto in scala e non ha alcuna legenda interpretativa. Inoltre le aule rappresentate, sebbene non in scala, sembrano veramente minuscole e quelle da disegno e di fisica paiono senza finestre». I genitori degli studenti del Galilei temono che lo spostamento del Marconi possa diventare definitivo, se i lavori non verranno terminati

. «E' dovere delle istituzioni garantire il diritto allo studio e all'istruzione nel rispetto della dignità di ogni individuo e in accordo coi principi del Patto di Corresponsabilità Educativa”». «A fronte di tutto ciò, pur riconoscendo l'urgenza del trasferimento del Liceo Marconi, riteniamo che l'inclusione di tutti gli studenti al Galilei non sia la strada giusta da seguire. Ribadiamo che il nostro istituto ha 12 aule libere e siamo pienamente disponibili a dividerle con il Liceo. Riteniamo sia compito della Provincia e del Comune recuperare spazi per la sistemazione degli altri ragazzi. Sappiamo che ci sono spazi disponibili presso la Scuola Saffi e presso il Tribunale di Carrara».

 

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