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Il Guardasigilli visita il tribunale: "Sistema in affanno"
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Il ministro Orlando a MassaIl presidente Failla ha ricordato al ministro Orlando i problemi di organico ed economici. Ma due progetti pilota smaltiscono le pratiche
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MASSA. Visita lampo del ministro della Giustizia Andrea Orlando al tribunale di Massa questa mattina in occasione della presentazione di due progetti che aiuteranno giudici e uffici a smaltire il lavoro arretrato: quello per i detenuti, attivato con il carcere di Massa e la prefettura, per il riordino degli archivi del tribunale e della procura grazie alle prestazioni di detenuti ammessi al lavoro esterno; e il progetto procedura online con il quale è possibile compilare e avviare da computer tipologie di istanze, senza ingolfare gli uffici giudiziari. «Non è casuale che questi progetti vedano protagoniste delle donne - ha commentato il ministro Orlando - che ancora hanno così poco spazio nella pubblica amministrazione e nella magistratura. Per rispondere allo stato di frustrazione che vive il nostro sistema giudiziario, occorre anche creatività organizzativa e qui l'avete avuta».
«Gli uffici giudiziari sono in affanno - ha continuato il Guardasigilli -, il nostro sistema è frustrato; siamo arrivati ad avere oggi 9.000 persone in meno che lavorano per la nostra giustizia, a fronte di 5 milioni di procedimenti in corso, molti di più di quanti ne conta la Germania, che ha una popolazione superiore alla nostra. Potrebbero arrivare nuovi fondi per i tribunali, nel corso del 2015 il ministero della giustizia diventerà gestore di fondi comunitari; non abbiamo fatto altro che chiederli, prima nessuno lo aveva mai fatto; ne avevamo richiesti 400 milioni, ce ne sono stati dati 100, di cui 50 milioni confermo andranno nell'informatizzazione dei processi penali». E concludendo: «In Italia spendiamo circa 3 miliardi per l'esecuzione della pena e rimaniamo il paese con la recidiva più alta d'Europa; va da sé che il carcere non può più essere l'unico strumento della pena, come è stato fino ad ora».
I numeri di Massa, però, come negli altri tribunali sono impietosi. Il presidente del tribunale Maria Cristina Failla, nel ricordare al ministro il carico di lavoro che solo 15 magistrati devono accollarsi per la procura di Massa Carrara, con un organico sottodimensionato del 29% anche per il personale amministrativo, ha chiesto «attenzione e più risorse». Con il sorriso Failla ha snocciolato i dati che fotografano lo stato del tribunale di Massa: 80% di direttori amministrativi in meno, 65% dei funzionari e 25% dei cancellieri. Ma non solo: a dare una mano ai giudici, per quattro anni e mezzo sotto organico ma la fase più difficile è terminata, sono dodici magistrati onorari, stagisti e tirocinanti. «Senza di loro non riusciremo a fare quello che facciamo». E dal 2010 una decina di giovani all’anno prestano il loro servizio civile aggiornando archivi e sistemando scartoffie. «Una causa civile a Massa ha una durata di tre anni e mezzo, nel penale il monocratico arriva a sentenza in quattro mesi, così come i fascicoli sulle scrivanie di gip e gup. Il collegiale invece ha bisogno di un anno per esprimere un parere di colpevolezza», continua Failla con un pizzico di orgoglio. Il presidente però non ha voluto il ministro Orlando a casa sua per piangere e basta: «Ho detto questo per farle capire cosa siamo riusciti a fare a costo zero.
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