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«Combattuto per 10 anni ora rientra dalla finestra»
Il sindaco Pietro Cerutti analizza il dopo primarie di Villafranca e punta il dito L’artefice del dissesto nel Pd è Lucio Barani che qui ha creato solo disastri
VILLAFRANCA. Il sindaco uscente di Villafranca, Pietro Cerutti, effettua un’analisi, puramente politica, sulle primarie e accenna a quello che farà nel futuro.
E’ un’analisi lucida, ma che rispecchia la sua delusione nei modi e nelle forme in cui sono state condotte le primarie, sia in sede di campagna che successivamente in sessione di voto.
«Sono state primarie non sicuramente del centrosinistra – afferma Cerutti, allineandosi al pensiero espresso nei giorni scorsi da Emilia Fraschini - oserei dire non meglio identificate a causa della presenza di elettori che nulla hanno a che vedere con il centrosinistra in generale, ma in particolar modo con il Partito Democratico. Palese la presenza di persone legate a doppio filo con Lucio Barani e che si sono presentate al seggio non per dare un’indicazione al partito, quanto per scompaginare il ruolo che questo strumento deve avere in termini di partecipazione dell’elettorato alle scelte».
L’afflusso di cittadini presso il municipio per il primo cittadino è l’esempio che così come sono strutturate le primarie «non funzionano».
«Chi sceglie di votare un candidato o l’altro lo deve fare perché ha a cuore l’interesse del partito, perché vuole partecipare, non perché deve fare gli interessi della parte opposta - aggiunge Cerutti - concependole come sono attualmente, con un personalismo che si antepone al bene comune e alla sezione a cui si fa riferimento, altro non si fa che aumentare la sfacelo interno, aumentando e intensificando le spaccature interne. L’esempio più eclatante lo abbiamo registrato in Liguria, riproponendosi qui a Villafranca più nel piccolo».
Solitamente il micro è la misura del macro, per Pietro Cerutti il deus ex machina di questa situazione machiavellica è stato Lucio Barani.
«A decidere – puntualizza il sindaco uscente – è stato colui che abbiamo combattuto senza sosta, che ha portato al distrastro il Comune di Villafranca. Ci sono voluti 10 anni per estirpare Barani da Villafranca e ora lo vediamo rientrare dalla finestra. In questi cinque anni abbiamo lavorato per porre riparo alla grave situazione finanziaria ereditata e ora veniamo nuovamente travolti dai piccoli interessi di bottega dei quali la politica non riesce a disfarsi, un male endemico che la corrode. Provo una grande amarezza perché ho visto che giocare corretti in questo modo di concepire la politica, significa perdere».
Infine Cerutti parla anche di quello che sarà il suo futuro: «Tornerò al mio lavoro e alla vita di tutti giorni – chiosa – ma la mia speranza è anche quella di non disperdere quel bagaglio di rapporti umani e di sentimenti che si è creato in questi anni con la squadra con cui ho condiviso tanto in questi cinque anni, creando un feeling, un affiatamento che durerà per sempre. Stiamo pensando di dedicarci al volontariato, o un’associazione, vedremo l’importante è che si continui a coltivare questo rapporto nato, cresciuto e consolidato in questa amministrazione».
Cristiano Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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