Il Tirreno

MAQUILLAGE A MULAZZO

Pronti 416.000 euro contro l’abbandono

MULAZZO. Venerdì sera, presso la biblioteca Malaspina si è tenuto un incontro tra amministrazione e popolazione per illustrare la progettualità che andrà a investire il capoluogo comunale. Con il...

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MULAZZO. Venerdì sera, presso la biblioteca Malaspina si è tenuto un incontro tra amministrazione e popolazione per illustrare la progettualità che andrà a investire il capoluogo comunale. Con il lancio del terzo lotto di lavori si completeranno gli interventi di messa in sicurezza e corredo urbano che coinvolgeranno la piazza XX Settembre, parzialmente trascinata via dall’alluvione dell’ottobre 2011.

Un confronto che lo stesso sindaco Claudio Novoa ha definito «positivo nel modo in cui è avvenuto con una partecipazione attiva del pubblico. Subito dopo Pasqua apriranno i cantieri per questi lavori di rifinitura che interesseranno le strutture storiche presenti in loco. Sarà recuprato l’antico lavatoio e la fontanella e si eseguirà anche l’argine, in pietra, coprendo l’attuale calcestruzzo. Quello che mi preme sottolineare è che sono lavori che doneranno una nuova estetica e abbelliranno il centro storico. La piazza sarà dotata di uno spazio polifunzionale dotato di gradinate che permetteranno di svolgere spettacoli. Il corredo urbano sarà integrato da una nuova illuminazione pubblica, la piantumazione di arbusti e staccionate che abbelliranno il contesto urbano donando un nuovo look».

Una ditta del Lazio, vincitrice dell’appalto, eseguirà i lavori che costeranno 416mila euro. Le novità però per Mulazzo non si concludono qui perché arriva l’annuncio, portato dal presidente Enrico Rossi, nella visita di ieri in Lunigiana, del via libera al ripristino del ponte sul Mangiola entro la fine di marzo.

Claudio Novoa afferma che questi sono interventi importanti sia per la messa in sicurezza che per il lato estetico ma che devono essere mantenuti «L’incuria e l’abbandono sono stati i fattori scatenati dei danni che furono registrati nel 2011. Lo spopolamento e la scomparsa della manutenzione ordinaria delle zone agricole e montane ha fatto sì che si giungesse a tale scenario. Nel corso degli anni questo onere è passato sotto l’egida delle amministrazioni, ma occorre che ci sia una forte sinergia con la popolazione per fare sì che il territorio sia curato e mantenuto pulito. Solo così non ci troveremo ad affrontare un’altra emergenza come quella di quattro anni fa».

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