Italia
Occhio alle banconote da 50 euro È caccia alla banda di falsari
Dall’inizio dell’anno sono tante le denunce arrivate alle forze dell’ordine: nel mirino i piccoli negozi Il sospetto è che ci siano fogli contraffatti che sono sfuggiti ai controlli e sono ancora in circolazione
MASSA. Una banconota è stata spesa in profumeria, l’altra in pasticceria e la terza in un negozio di abbigliamento. Tutte false, ma contraffatte con maestria visto che per accorgersi che erano farlocche chi le aveva ricevute ha dovuto girarle e rigirarle per le mani più volte. Sono gli ultimi colpi di una banda di falsari che da qualche tempo ha spostato le sue attenzioni a Massa e a Marina di Massa, mettendo nel sacco diversi negozianti. E non solo. Più o meno la cifra si aggira sui mille euro.
Chi si è accorto delle banconote false ha già fornito una descrizione dettagliata alle forze dell’ordine di chi ha pagato il conto con quei fogli contraffatti: una coppia di quarantenni ben vestita, che parla un italiano senza inflessioni dialettali. La donna, leggermente più alta dell’uomo, è quella più loquace dei due. Anche se nei negozi si sono fermati per pochi minuti. E quindi hanno parlato il minimo indispensabile.
Non è escluso che ci siano dei complici, visto il numero di banconote spese. Anche se l’arco di tempo praticamente comprende i primi giorni dell’anno fino a inizio marzo. E quindi potrebbero essere anche delle altre persone, che non hanno nulla a che vedere con la coppia, ad averle smerciate. Il taglio più utilizzato è quello da 50 euro, ma anche quello da venti sembra andare forte. La tattica è quella di spendere cifre minime in modo da avere il massimo del resto: se il prezzo è 51 euro, per esempio, fanno dui tutto per pagare con due banconote da cinquanta.
Il problema è che diverse banconote sono sfuggite ai controlli e quindi potrebbero essere ancora in circolazione e girare di mano in mano senza che chi le intasca si accorga di nulla. Le forze dell’ordine hanno il numero di serie, segnalato da qualche tempo anche dai bollettini della Banca d’Italia. La serie è sempre la stessa e con tutta probabilità fa parte di un lotto di banconote acquistate al sud per poi essere smerciate nella nostra provincia. Ma non si esclude che possa esserci qualche falsario anche dalle nostre parti.
Un paio di mesi fa la guardia di finanza aveva scoperto una banda familiare che si dava da fare per fare acquisti con banconote contraffatte. Fratello e sorella, più due complici, battevano i negozi dove erano conosciuti, come il panificio dove si serviva la mamma oppure la tabaccheria sotto casa. In questo modo i titolari quando davano il resto non stavano troppo a soffermarsi sulla banconota che avevano incassato. Ma spendi oggi, spendi domani alla fine il trucchetto è stato scoperto. E le quattro persone sono finite nel registro degli indagati. L’inchiesta però non è chiusa qui ma prosegue, per capire da dove arrivano quelle banconote. Il nuovo filone potrebbe rivelarsi determinante.
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