Il Tirreno

«Tutto distrutto, devo ricominciare da capo»

«Tutto distrutto, devo ricominciare da capo»

Feudo Ghelardini devastato: giù pini e lecci, danni agli olivi, crollate le gabbie degli animali

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MONTIGNOSO. È una delle zone più belle della nostra terra: ovvero, laddove la provincia apuana sfuma nella Versilia storica. Siamo poco distanti dal Castello Aghinolfi, poco distanti anche da dove cominciano le indicazioni che conducono alla Strada del vino dei Colli di Candia e Lunigiana. In questo lembo di terra apuana le raffiche di vento hanno portato grande devastazione.

Hanno ad esempio trasformato l’azienda agricola Feudo Ghelardini di via Palatina in un campo di battaglia. Marina Dazzi, la titolare, è sgomenta. Oltre a tutto, è ancora isolata: senza luce, anche se nella zona non è la sola. «A quanto ammontano i danni? Guardi – ci risponde – non lo so, non ne ho la più pallida idea, non ci voglio pensare».

Tutto disfatto, tutto buttato all’aria, intorno vedi una moria di alberi sradicati. Le raffiche di vento hanno scaraventato di qua e di là le gabbie dei conigli, povere bestiole. Non ne sono morti, ma mezzo tetto che dovrebbe riparare l’allevamento non c’è più. Crollato giù. Sono caduti pini, sono caduti lecci. Il fienile ormai è scoperchiato: è stato centrato da due piante. Marina si è data da fare, ha messo in salvo i conigli in rifugi di fortuna, in gabbie più grandi, ha sistemato le venticinque fattrici. E poi c’è la vigna: investita dai pali della luce. E poi gli ulivi: drammaticamente danneggiati. E adesso? E adesso non rimane che sperare.

Ad esempio: «che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale – dice la titolare – e che ci possa rientrare anche io, con la mia azienda». È triste vedere come sia ridotto ora quello che era un piccolo paradiso fatto di vigna e di vendemmia, di vini e di degustazione, l’uliveto, gli animali.. Marina porta avanti tutto da sola: «Sono io e mia figlia che ha appena 18 anni – ci dice – poi ci sono i miei cognati che mi danno una mano, fanno quello che possono, del resto hanno il loro lavoro, sono dei professionisti».

Ieri pomeriggio questa zona era ancora isolata: «La luce non c’è – continua – e come a me manca ad altri vicini e ho notizie anche di interruzioni dell’acqua». Non rimane che rimboccarsi le maniche, sperando in qualche aiuto: dal Cielo, dal pubblico, per far tornare questo piccola splendida oasi alle sembianze di prima. (G.M.)

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